Il pericolo viene dalla rete,ormai ogni fatto di cronaca, ogni evento traumatico, tutto viene addebitato alla facilità di connessione e di comunicazione, quando si parlava e si comunicava meno ci dicono, eravamo tutti più sicuri, ergo, servono restrizioni e controlli nell'accesso. Chiaro, ti do una ferrari però ti obbligo a non superare mai i 50 Km, internet offre una potenzialità infinita di usi ma ti dico io quali sono quelli buoni e quelli cattivi, quali siti aprire e quali no, ciò che deve rimanere e ciò che deve essere oscurato. Ovvio che lo facciamo per il tuo bene e per difendere la tua libertà da gente cattiva e senza scrupoli che potrebbe profittare della tua fiducia. Questa è l'aspetto securitativo della questione, ma ce n'è anche un'altro più "culturale" portato avanti da personalità di spicco del mondo accademico e tuttologi, categoria preziosissima per farci digerire nuove modalità di pensiero. Allora che cosa ci dicono questi signori? Che la rete è pericolosa perchè non ha un centro ed un punto di partenza,quindi ci si trova sballottati tra siti senza nessi causali e con frammenti di comunicazioni che non diventeranno mai verità, cosa che invece era ed è possibile con i media tradizionali, giornali e televisione che danno corso agli eventi secondo una linearità razionale ed intellegibile. In parole poverissime: la rete è inaffidabile perchè non dà mai risposte univoche e perentorie. C'è da rimanere sbalorditi perchè questi geni ci vogliono far credere che esiste una sola risposta, una solamente per ogni problema posto. Tutto ciò è solamente ridicolo perchè da almeno 150 anni voliamo nello spazio e costruiamo sapere grazie alla consapevolezza dell'inutilità della certezza assoluta quando ci basta benissimo una ragionevole utilità anche se non suffragata dall'unicità. Il fatto che si vada per frammenti è così letale per le nostre conoscenze?
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