Chiamo l'idraulico per un guasto agli impianti. alla fine mi accorgo che ha fatto male il suo lavoro, non ha sistemato quello che doveva sistemare, cioè non ha fatto quello per cui era stato chiamato e pagato. Lui si offende e mi dice che si rivolgerà all'ordine degli idraulici per i miei rimproveri. Ma qui si tratta che tu hai fatto male e stai facendo male il tuo lavoro, punto. Niente da fare, lui si sente offeso e ribadisce il suo proposito di rivolgersi a chi lo rappresenta per maltrattamenti e lesioni gravi alla sua onorabilità. Fuor di metafora, questo è quello che sta avvenendo nel mondo dei media , italiani e non solo. A tutti coloro che li criticano loro rispondono che non possono essere attaccati perchè loro fanno sempre le cose giuste ed ogni rilievo nei loro confronti è una ferita alla libertà di stampa. Allora, cerchiamo di capire. Se io do rilievo ad una notizia piuttosto che un'altra, se ne ometto del tutto od in parte i contenuti, se li modifico, se cito fonti non attendibili, se non smentisco notizie precedenti palesemente false, sto facendo un buon servizio per la libertà di stampa? Sto difendendo la democrazia? Ribadiamo che si tratta di rilievi e inesattezze od addirittura falsità certificate, facilmente verificabili, non punti di vista del lettore. Grandi penne, editorialisti, cronisti, intellettuali prestati all'editoria, non sarebbe il caso di cominciare a fare un pò di autocritica invece di appellarsi a cose fuori luogo? Se i giornali sono in picchiata nelle vendite, se la loro credibilità è a livelli infimi, è solo colpa di chi li critica o della scarsa qualità del prodotto che offrono?
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