Sembra il regno dell'approssimazione, del si dice, dove ogni cretino può dire le sue fesserie e sparare i suoi numeri (falsi), preferibilmente in qualche editoriale su un giornalone nazionale. Come stanno le cose per la nostra previdenza? Qual'è la verità dei conti? Torniamo indietro di circa tre anni, allora passò appena 5 giorni dopo l'insediamento del nuovo governo la "riforma" che doveva salvare l'Inps dal crac, non c'era tempo da perdere ci dicevano questi professoroni la situazione dell'ente era quasi irreversibile e bisognava intervenire subito, immediatamente, prima che milioni d'italiano si ritrovassero senza pensione per mancanza di soldi alla cassa. Peccato che fosse tutto falso, una montagna di bugie che però tutti accolsero come verità rivelate. Sindacati compresi che risolsero la questione con 4 dicasi 4 ore di sciopero! Al momento della riforma l'Inps stava bene con un attivo di 12 miliardi di euro, il trend era favorevole e le entrate superavano abbondantemente le uscite, i lavoratori superavano i pensionati anche per i calcoli degli anni a venire. Poi il sistema venne sfasciato da incorporazioni sciagurate, enti che non avevano mai versato un centesimo e che stanno affossando tutto il sistema. Anche qui, possibile che nessuno abbia visto niente? Veniamo all'oggi, agli organi d'informazione, come si può annunciare che le pensioni costano ogni anno allo stato 272miliardi di uscite? Ma non sono contributi dei lavoratori? Non li hanno pagati coi loro soldi? Cosa c'entra la fiscalità generale? I lavoratori da noi pagano cose che altrove pagano tutti come l'assistenza e gli ammortizzatori sociali, ma questo, è ovvio, è meglio non dirlo.
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