venerdì 3 aprile 2015

Beat italiano e anni '60

You tube è il più grande magazzino dei ricordi che si possa immaginare, dentro c'è tutto e trovi tutto, lo puoi rivedere, ascoltare ma poi, la magìa finisce, dura solo pochi minuti, era solo il passato. Erano ingenui molto ingenui i nostri eroi del primo beat italiano, ma forse è questo che colpisce: in quei tempi non era sconveniente pensare cose nuove, cercare di metterle in pratica, vivere la propria vita in modo diverso da quella dei propri genitori e perchè no, pensare di cambiare il mondo. Scopiazzavano alla grande la musica americana e inglese, non avevano una gran dimestichezza con la musica ovvero avevano una padronanza del loro strumento approssimativa ma hanno fatto qualcosa di grande perchè, seppure per un briciolo di anni, hanno rotto equilibri secolari, hanno imposto la loro visione del mondo ai padri in paese che aveva fatto della tradizione e del rispetto delle gerarchie generazionali un dogma indiscutibile. Neglia anni '60 nonostante la ricchezza  eravamo ancora un paese chiuso al nuovo, ai cambiamenti, ebbene questi ragazzi che improvvisamente si presentano con i capelli lunghi e le camicie colorate rompono tutti gli schemi, fanno saltare gli equilibri familiari, spazzano via abitudini vecchie e cosa inaudita proclamano di voler riprendersi la loro vita e viverla a modo loro. Proprio in quegli anni un ragazzo, aveva solo 25anni, fa un film che distrugge tutti quei valori su cui si era retta fino ad allora la società italiana: famiglia, tradizioni,gerarchie, fa a pezzi tutto e non risparmia niente. Stiamo parlando ovviamente dei pugni in tasca di Bellocchio che è stato considerato un film Nichilista e senza speranze, ma a ben guardarlo oggi, con la giusta distanza di anni ci si accorge che non è così. Forse era solo dalla parte dei ragazzi che cominciavano a ribellarsi ai padri ed alle madri.

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