Come sta cambiando la professione del medico in un mondo in cui il corpo non è più un bene individuale ma una merce soggetta alle quotazioni del mercato? Una volta tutto quello che si chiedeva era la guarigione ed il benessere fisico dei pazienti,non sempre ci riuscivano ma lo scopo era chiaro, ma adesso? Un bravo medico deve tenere legati i clienti alle loro patologie, meglio molto meglio se immaginarie, solo così è garantito quello che si chiama progresso. Un mondo dove tutti stanno bene o hanno bisogno di cure in modo sporadico, non va bene, quindi ogni paziente deve essere tutelato nella sua convinzione, che deve diventare necessità, di essere malato, più ci crede e meglio è. Ma a questa deriva produttivistica ne sta seguendo un'altra, ancora peggiore, quella in cui per ognuno di noi c'è già un piano quinquennale d'investimento da cui non si può derogare, e tanto meno il medico può opporsi. Due notizie su questo ritorno all'ordine (professionale). la prima dice che il medico è passibile di ammenda e punizione se eccede in prescrizioni di laboratorio, la seconda che non può "dissuadere" dal somministrare vaccini, pena la radiazione dall'albo; chi stabilisce quando sta esercitando una dissuasione? Ci sarà un comitato che vaglierà i casi uno per uno? Il medico sta diventando una specie di controllore che vigila sui nostri comportamenti sanitari? Due più due non fa mai necessariamente quattro ma qualcosa non torna se le "esigenze" della scienza diventano superiori al diritto individuale di scegliere la propria cura
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