venerdì 3 giugno 2016
Parole al vento
In un sondaggio di Repubblica viene aggiornata la mappa delle parole più usate o se vogliamo più apprezzate dagli italiani. Lasciamo perdere il campo strettamente disciplinare, se cioè la rilevazione abbia una sua valenza universale e se la metodologia sia quella giusta e concentriamoci sui risultati. Vincono internet e l'ambiente ed in questo c'è molto pragmatismo, assenti parole che in altre epoche sarebbero state d'obbligo come onestà e buongoverno. Interessante, sopratutto per chi legge i giornali ed analizza i messaggi dei vari partiti in questa tornata elettorale perchè questo buco testimonia di un fallimento clamoroso a livello mediatico. C'è un partito che sta facendo campagna elettorale usando solamente ed unicamente il richiamo all'onestà come collante universale per i propri eletti ed (eventuali) elettori ma è un impegno retorico ed inutile perchè e un pre-requisito, come dire che il cane deve avere la coda od il gatto miagolare. Se mi porterò uno di questi due animali in casa lo farà prescindendo che il cane abbia la coda ed il gatto miagoli e premierò altre qualità o requisiti. Perchè questa scelta? la mappa ci dice che ormai c'è un fossato tra rappresentanti e rappresentati per l'assoluta sfiducia nel futuro e per il vuoto in cui ormai naviga il messaggio politico, incapace di progettare senza puzzare di interessi particolari e falsità, l'elettore sa che non è solo questione di purezza d'animo e buone intenzioni nel tenere le mani lontane dal miele, sa che ci vuol altro. Nel contempo viene stesa una fitta nebbia su tutto il resto, anche su cose che sembravano già acquisite nel programma, come dire, se il campo è libero, mandiamo la palla dove ci fa più comodo. Poi potremmo sempre dire che l'abbiamo mandata lì di proposito. Altra assenza vistosa ed ingombrante: manca nella mappa la parola debito. Parlare del nostro tempo senza mai nominare la parola debito è come parlare del medioevo senza nominare Dio. Quindi dimendicanza singolare e fuori luogo, ce lo avete imposto come fattore decisivo nelle nostre vite ed ora, improvvisamente, senza un perchè, sparisce dal nostro vocabolario? Miracolo, saturazione o rimozione?
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