Un comune alle porte di Bologna ha deciso di voltare pagina e di dire no al mega progetto residenziale e commerciale progettato in precedenza. I nuovi amministratori hanno deciso che non se ne fa niente. Lasciamo perdere definizioni ed aggettivi ed andiamo al succo della questione. Le ditte interessate non ci stanno e vogliono dal comune danni e risarcimenti di molto superiori al bilancio dello stesso, per spese progettuali, acquisto terreni e mancati profitti dalle vendite del costruito. Appare chiaro, lampante quali sono i rapporti di forza oggi, un comune deve stare molto attento alle sue delibere ed alle sue prerogative perchè rischia il collasso economico, qui siamo di fronte ad una carica elettiva che però viene limitatata da soggetti privati nelle sue decisioni urbanistiche e di assetto del territorio. La vicenda sembra dirci che un ente locale può interessarsi delle sagre paesane, delle tasse da riscuotere, delle buche da coprire ma mai e poi mai deve mettere il naso su edilizia e nuovi insediamenti perchè lì si rischia come amano ripetere questi signori di "bloccare il processo economico e lo sviluppo". Niente è definitivo ed immutabile, ma molti segnali ci dicono che forse la democrazia rappresentativa, anche se non è morta, sicuramente non sta molto bene, come direbbe il buon woody Allen
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