martedì 8 dicembre 2015

la politica del (che) fare

Un altro tassello si aggiuge al quadro di priorità , generate dalle necessità della storia. Anche in Francia, dopo Germania, Italia, Grecia, Paesi del nord e Spagna si ipotizza una coalizione di salvezza nazionale con socialisti e repubblicani uniti. A questo punto, c'è veramente da chiedersi, ma perchè chiamare milioni di persone al voto quando poi non c'è alternativa? Non c'è scelta, perchè il prodotto è unico? Si criticavano i supermercati della vecchia Unione Sovietica perchè lì comperavi solo quello che c'era, cioè quasi niente, scaffali vuoti e merce scadente ma noi stiamo facendo di peggio e non con i formaggini od il puliscitutto, ma con la politica, svuotandola e rendendola praticamente inutile. Qualcuno aveva ipotizzato questa svolta autoritaria a livello continentale ma non era stato preso molto sul serio, in effetti il guscio , per adesso è rimasto con le elezioni, i rappresentanti, le istituzioni ma dentro non c'è rimasto niente, è vuoto ed inutile. E' lecito chiedersi se non siamo giunti al capolinea, dopo più di 200 anni il modello rappresentativo mostra la corda e se ci sono stati momenti in cui ha funzionato più che egregiamente, adesso è  come se fosse andato in tilt perchè è facilissimo per chi ha accesso ai livelli alti della governance, creare, letteralmente dal niente, una classe dirigente, eletta, che senza grosse differenze tra maggioranza e minoranza, esegua i suoi ordini, uno per uno, senza dimenticarne nessuno, ed in pochissimo tempo. Dei robottini obbedienti pronti ad essere rottamati al minimo dubbio di  di autonomia. Uno studioso ha pensato che la cosa migliore sarebbe sorteggiare i futuri politici. Se ci pensiamo bene, non è un'idea tanto malvagia.

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