mercoledì 16 marzo 2016

LETARGIA

In una sonnolenta città del nord improvvisamente succede qualcosa che sembra per un attimo risvegliare la mummia, ma dura poco, un paio di prime pagine sul Carlino e poi tutto ritorna nell'opaca routine di una notte senza fine, di una piattezza che ha la meglio su tutto. Quelle che chiamano forze antagoniste in una sola notte, con una coordinazione ed una compattezza esemplari compiono un gesto nichista e doloroso: distruggono a colpi di vernice vent'anni di arte di strada, quasi tutto ciò che era stato fatto e dipinto sui muri della città, quasi un anninetamento della loro storia. Terribile ed incredibile allo stesso tempo, ma è successo veramente, ebbene quale è stata la risposta della città ad un fatto che ha avuto un eco mondiale? Risentita ed infastidita come di qualcuno che viene strattonato nel pieno della pennichella e non vede l'ora di girarsi dall'altra parte e continuare a dormire. Non hanno capito niente, per loro tutto si riduce a pochi ragazzi disobbedienti ed incapaci di accettare le regole. Punto. Nessuna discussione, nessun dibattito, niente di niente. Il gesto, l'auto distruzione avevano sopratutto un valore di denuncia su ciò che è diventata la città e su chi vi comanda e spadroneggia arrivando al punto di appropiarsi di cose che non le appartengono come l'arte di strada, staccarla dai muri e portarla in un museo. Ma la cosa non sembra finita qui perchè i ragazzi hanno la testa dura e vogliono farsi ascoltare, far capire che non gradiscono molto il futuro che gli è stato confezionato, come un abito su misura ma un pò troppo stretto

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