sabato 16 aprile 2016

Message in the bottle

Quale è il senso del messaggio politico da noi, e forse un pò dapperttutto, oggi? Finito il tempo dei grandi scontri, dei muri, qualè il significato della campagna elettorale? Come si definisce oggi uno schieramento rispetto ad un altro? Guardando il tutto con un occhio distaccato ci si accorge di un'evoluzione della narrazione e della fine dei confini, c'è solo una grande prateria, piatta, senza inizio e senza fine, dove l'orizzonte è lontano, ma non rappresenta l'obiettivo di nessuno, perchè tutto si gioca in pochi metri. C'è un messaggio che unisce tutti ed è la condivisione del presente, e quando si parla di tutti ci si riferisce a tutto lo schieramento, destra, centro, sinistra, lati, sopra e sotto. Aldilà di slogan di facciata nessuno mette in discussione il quadro, pone l'accento sul bisogno di uscire dalla cornice. Esempio, il più grande partito di opposizione si presenta con lo slogan "Onestà" che di per sè dovrebbe essere già implicito, definito, farne un punto di partenza e di arrivo vuol dire ridurre la politica ad un faccenda di  brava gente contrapposta ai cattivi. Forse un progetto politico di un certo spessore è qualcos'altro, è di più e guarda più in la, guarda al futuro con idee, passioni, sogni. Ridurre il tutto ad amministratori onesti è un passo in avanti, ma non basta, devono essere anche competenti ed affamati di futuro.Pur essendo elezioni locali non c'è mai nessun accenno a situazioni territoriali , tutto è indefinito e vago, salvo la conferma (implicita) totale ed assoluta dei processi e delle situazioni in atto, che non vanno discussi. Nel senso che meno se ne parla meglio è. E' un quadro abbastanza desolante che denota un appiattimento del dibattito o addirittura una sua rimozione con schieramenti e candidati intercambiabili, qualcuno nota delle differenze sostanziali nei programmi dei candidati di centro e di "centrosinistra" a Milano? Con tutta la buona volontà si fa fatica trovarle

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