mercoledì 14 marzo 2018
CORO DI ANGELI
Improvvisamente, tutti insieme, nello stesso giorno e usando tutti le stesse parole,nei giornali viene fuori il problema dei giovani. Ci si aspetterebbe un'analisi completa delle cause e dei rimedi. Niente, scordatevelo. Non una dissipazione di ricchezza del paese da parte di una o più classi dirigenti al governo del paese in questi anni, non una una mancanza totale di programmazione economica che ha distrutto un sistema produttivo tra i più grandi al mondo, non una subordinazione a direttive europee suicide (per noi beninteso), non una preferenza all'autocoservazione dei gruppi dominanti a scapito dei bisogni collettivi, no, niente di tutto questo: la causa è nell'egoismo dei padri che hanno preteso ed ottenuto pensioni dignitose che non li facessero morire di fame, ora queste pensioni, dicono lorsignori, rischiano di compromettere il futuro dei giovani. Inaudito quello che hanno ottenuto questi vecchi e fuori da ogni controllo razionale. Perchè non hanno preteso di razzolare nei cassonetti e di fare la questua invece di rubare il futuro ai loro figli? Che dire ? giornalismo d'accatto e giornalisti a la carte, pronti per ogni battaglia giusta e sacrosanta. Sopratutto se la prima nota del coro, quella che serve per l'intonazione del canto viene dall'alto
martedì 6 marzo 2018
DOPO IL DILUVIO
L'operazione salvataggio è riuscita quasi in pieno. Sotto il diluvio hanno serrato le file, liberati gli ormeggi si sono affidati alla buona sorte, e si ritrovano adesso quasi tutti, sani e salvi in mare aperto dentro l'arca che hanno saggiamente costruito prima. L'arca è inutile negarlo si chiama "Rosatellum" ed ha impedito che:
Scattasse il premio di maggioranza
La prima forza politica potesse assumere il ruolo di leader nelle consultazioni
Che si potessero formare allelanze eterogenee
Che la classe dirigente al potere venisse annientata. Grazie al proporzionale infatti si sono salvati quasi tutti i big sebbene sconfitti pesentemente nell'uninominale
Che dire? Un'operazione da manuale, quasi da protezione civile. Una volta tanto lode al merito, non avrebbero potuto fare di meglio per autoconservarsi e proteggerersi. Una volta verificata l'impossilità di qualsiasi maggioranza, fermeranno l'arca nel porto più vicino e scenderanno uno ad uno per ripopolare la terra con il loro verbo. Elementare Watson
giovedì 8 febbraio 2018
STABILITA'
Il nostro modello di democrazia ha circa 200 anni, poco più poco meno, e li dimostra tutti. Nata come strumento di integrazione, cultura del futuro, progetto, ideali e riscatto dei più deboli è via via diventata altro. Il buon Churchill diceva che era il sistema peggiore di rappresentanza, esclusi tutti gli altri.Ci è andato molto vicino ma non immaginava certo la deriva degli ultimi trent'anni, altrimenti ci avrebbe pensato un pò prima di dare quel giudizio. Cosa è successo negli ultimi decenni? Da impulso progettuale, immagine del futuro, la "democrazia" è diventata fotografia del presente, gestione dei processi in corso ed eventualmente blocco dei medesimi ove diventassero minacciosi per la " Stabilità". Il tutto ammantato da frasi Orwelliane sul cambiamento, sullo sviluppo e sulla fiducia nella scienza e nel progresso ma con l'occhio sempre vigile a bloccare ogli possibile spiraglio di novità foriere di minacciare lo status quo ed i rapporti di forza presenti Si vota, si va a votare ma, tengono a farci sapere i media, le grandi penne, le forze politiche,di destra, di sinistra, di centro, di governo e di opposizione che chiunque vinca non si può fare un granchè fuori dai limiti del possibile. Possibile stabilito virgola per virgola, dalla grandezza delle mele alle tasse sui sacchetti da trattati internazionali. La cosa impressionante che tutti i convitati accettano questo stato di cose ed anzi facciano di tutto per rassicurare gl'interlocutori europei o mondiali. Allora, cari signori, se la politica può fare niente o quasi per delineare un futuro diverso dall'attuale, che poi è il fine principale della politica,per cosa ci chiamate a votare? Per quale modello di società che non sia questo?
martedì 6 febbraio 2018
IMPRONTA
Due interviste a poca distanza l'una dall'altra ci fanno capire molte cose. Come diceva Sherlock Holmes la verità sta nei particolari più semplici, che guarda caso però sono quelli che scartiamo subito. Due signori, due uomini tra i più ricchi del mondo e tra i più potenti ci dicono a distanza di pochi giorni le stesse cose, ci danno la stessa visione del mondo. Può essere, perchè non dovrebbero farlo? Ma il punto strano è che questa loro visione del mondo del futuro del presente è la stessa, quasi un calco, una stampa di precisione, del pensiero mainstream riportato giornalmente dai media, dai governi in carica, dalla classe politica quasi in toto e dai gruppi dirigenziali al potere ovunque. Una virgola in più od in meno non c'è. Elogio della globalizzazione, delle riforme in corso, della necessità di OBBEDIRE alla scienza, della necessità della libertà e dei controlli, della filantropia come alternativa al welfare, apertura totale dei mercati del lavoro come segno di civiltà ed integrazione. Questi due si sono fatti influenzare dalla politica e dai media? Improbabile, molto improbabile. Può essere successo il contrario
lunedì 5 febbraio 2018
NOTIZIE DAL FONDO
Si, indubbiamente erano delle urla, schiamazzi che improvvisamente inondavano la tranquillità delle prime ore del mattino. Poche indagini e la provenienza è accertata con sicurezza e precisione: provengono dalla radio. Poche cose possono essere disturbanti come la rottura di antiche e consolidate abitudini, la voce del cronosta che legge e commenta con calma gli argomenti e le notizie del giorno, analizza i fatti più importanti e risponde alle argomentazioni degli ascoltatori, ottimo servizio reso alla comunità, di cui non potremmo mai ringraziare adeguatamente gl'ideatori. Le urla vengono da una radio vicina che secondo le migliori intenzioni dovrebbe prepare i ragazzi ad una giornata allegra e piena di vitalità, niente, cerco di minimizzare gli effetti di questa inondazione di suoni inarticolati, giro la radio in tutte le direzioni, ma, niente, il frastuono aumenta. Poi, improvvisamente, la calma, e riprendo l'ascolto del mio simpatico cronista che con voce sicura ma dai toni soft ripete che è tutto sotto controllo e non c'è da preoccuparsi più di tanto, che le cose vanno bene, sempre meglio, ma non bisogna abbassare la guardia perchè i distruttori di rendite e ricchezze, cioè, se non lo avessimo capito, del nostro livello di vita e del nostro benessere sono sempre in agguato. Pensioni? guardiamoci da chi vuole aumentarle o posticipare l'uscita, incoscienti che minacciano il futuro nostro e dei giovani sopratutto. Salari? Vanno bene così per rendere competitivo il paese, aumentarli? Pazzi solo a proporlo, ma certa gente si rende conto che dobbiamo tutto alla nostra credibilità ed alla fiducia che i mercati nutrono nei nostri confronti? Welfare? Tagliare, tagliare, è quella l'unica cura possibile e da mettere in pratica il più presto possibile. Poi si lancia in una analisi imparziale dell'utilità dei trattati internazionali, dei benefici e dei costi, utili alla nostrà solvibilità senza la quale saremmo soli e poveri. Si, sembrano spese insostenibili ed inutili, ma non è così, ripete con voce suadente, sono invece il termometro della nostrà affidabilità, cioè, sono soldi spesi bene, anche se a prima vista non sembra. Ma sono solo percezioni sbagliate di cui ci dobbiamo liberare al più presto. Poi improvvisamente arriva la botta, prevista ma temuta: LE RIFORME sono l'unica soluzione ai nostri problemi, rifiutarle vuol dire andare contro la modernità. E' una specie di legge di Murfhy, io ti faccio un elenco di cose e poi ci piazzo le rifome, ineludili e necessarie. Ho il mal di stomaco, sono in pessimi rapporti con i miei capi? Il mio gatto usa di tutto meno che sua lettiera? Colpa della mancata attuazione delle riforme. Un'idea s'insinua nella mia mente, malsana quanto si vuole ma istintiva, giro la manopola della radio e cerco di sintonizzarmi in direzione dei versi animaleschi delle risate immotivate e delle stupidaggini assortite. Mi da un senso di liberazione e di sicurezza
sabato 11 novembre 2017
Social e numeri
Uno dei grandi guru dei social network butta il sasso: Sono pericolosi. Sono programmati per essere pericolosi per la salute e la tenuta mentale degli utenti, succhiano tutto quello che possono e sputano l'osso. La favola che siano stati inventati per dare un'opportunità di parola e di dibattito alla gente si sta rivelando appunto una favola. Allora io ho qualcosa da dire, buona, cattiva, stupida, intelligente non importa. Ma se non trova l'utilità e la condiscendenza dei padroni dei motori di ricerca allegati al sistema il mio post rimarrà per sempre in uno scantinato, irricevibile e nascosto ai più. I social non sono fatti per metterci in contatto ma per far si che siamo noi a fornire loro dati, gusti, tendenze per prodotti da venderci. Monopolizzano o rubano il nostro tempo e la nostra attenzione per un like in più, per un misero commento, che guarda caso, quando stai per perdere la fiducia... arriva puntuale. Briciole, avanzi buttati con moderazione e raziocinio per farci stare attaccati al sistema. Adesso qualcuno ci dice che il tutto è stato costruito con abilità e grandi conoscenze chiamate anche algoritmi che analizzazano scandagliano la nostrà personalità e ne ricavano una montagna di denaro. Un piccolo consiglio è quello di seminare le nostre ricerce con tanti semi avvelenati in modo da mettere, per quanto è possibile, questo mostro fuori strada. Digitare le cose più strambe ed inusuali in modo far perdere il senno a questo Leviatano, nutrirlo con cibi sbagliati e fargli avere, almeno, dei forti mal di pancia. Possono prevedere, analizzare ma probabilmente ancora queste macchine inquietanti e mostruose non possono capire quando qualcuno le sta prendendo in giro. Per adesso
sabato 14 ottobre 2017
COMUNICAZIONE
Il mondo dell'informazione si sa è pieno di contraddizioni, veleni, campi contrapposti. Questo almeno è quello che succedeva fino a non tanto tempo fa, poi, da qualche anno tutto è cambiato. E' come se un enorme aratro avesse livellato tutto il terreno, dissodato e reso uniforme. Spoglio da qualsiasi ingombro, tutto lineare e con vista sull'orizzonte. Non ci sono più posizioni intermedie, di centro, estreme o moderate, niente di tutto questo ma solo una voce unica per qualsiasi argomento. Per andare sullo specifico ogni buon giornalista sa che su ogni argomento lui ha una sola posizione da esprimere, e solo quella. Guarda caso è sempre la posizione ufficiale, quella della grande narrazione, e questa posizione deve essere difesa ad oltranza,in molti casi, contro l'evidenza e la logica. Legge elettorale, vaccini, immigrati, pensioni, europa, euro, nessuno si deve permettere di andare oltre la linea tracciata, e se lo fa, cambia mestiere. Ogni tanto qualcuno muguna, balbetta qualche obiezione ma mai niente di serio, una posizione netta. Ogni tanto qualche argomento si aggiunge all'elenco e viene subito recepito nel modo giusto. Ultimo arrivato, fresco fresco è relativo all'alternanza scuola lavoro. Tutti a dire e ribadire che è una cosa buona e giusta e che nessuno si può permettere di metterlo in discussione per chè E' il progresso, e non possiamo farne a meno, Qualcuno che metta in discussione questo concetto di progresso, di studio e di lavoro così correlati non si trova, non c'è. Andare a mettere in discussione uno dei dogmi delle sacre scritture del neoliberismo è inconcepibile ed evidentemente, cosa da non fare. Vorremmo un giornalista alla Fantozzi, pazzo e con la rabbia negli occhi, che dicesse E' UNA BOIATA PAZZESCA su uno di questi argomenti. Uno, solo uno, di quelli firmano editoriali e scrivono sui grandi fogli
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