Immaginate se venti, trent'anni fa ci avessero detto che un'intero paese ed il suo immediato futuro dipendessero dai 4 o 5 anni di galera da dare o meno a un tizio.Non solo, ma il problemma lacera molto di più la parte (ex) avversa, la sta facendo implodere, cioè in questo abbraccio mortale è quella che ci sta perdendo di più, si sta infettando. Succede perchè sono incapaci e arroganti; può essere, ma non solo; a questo punto è necessario fare un passo indietro e cercare di spiegare come tutto è iniziato. Ad inizio degli anni novanta c'è la prima crisi economica, i governi Amato e Ciampi fanno delle cose giuste, l'uscita dallo Sme, e delle altre sbagliate, l'inizio della privatizzazione e deindustrializzazione del paese, la svolta neoliberista inizia lì e viene portata avanti in maniera decisiva col primo governo Prodi, i governi seguenti di destra rallentano il processo e cercano di fermarlo in quei punti che non conviene loro toccare più di tanto, tipo riforma delle pensioni che il Fmi e la Bce vogliono e pretendono dura e spietata. Si arriva al punto di cacciare di punto in bianco un governo in carica e di sostituirlo con i "tecnici" che 5 dicosi 5 giorni dopo l'insediamento varano la tanto pretesa riforma delle pensioni con la scusa della "necessità" e dopo pochissimo tempo la riforma del lavoro con la mofica dell'art. 18. Bingo! A questo punto è lecito chiedersi, in questi anni, chi erano i riformisti? Dove volevano portarci? Loro dicono di essere in questa anomala situazione per una beffa della storia, ma è un passaggio breve dopodichè riprenderemo il mare. E' lecito dubitarne.
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