Nella seconda metà degli anni '70 esplose il fenomeno delle radio "libere", migliaia di emittenti, cronache, telefonate a valanga degli ascoltatori che commentavano in diretta ogni cosa, ogni avvenimento. Tutto faceva notizia tra fesserie, cronache locali, politica e dibattiti improvvisati ed estemporanei, poi le piccole radio chiusero una dopo l 'altra per inedia o perchè divorate dai grossi network e piano piano la situazione è diventata quella di adesso: poche frequenze attive e rigorosamente in differita, la diretta è stata quasi abolita, meglio un bel nastrone che trasmette musica e notizie a ciclo continuo senza alcuna possibilità per l'imprevisto o peggio per l'irruzione della nuda cronaca. I contenuti vengono trattati, manipolati, resi innocui e poi trasmessi seconda le esigenze del momento. A 40 anni di distanza ci risiamo, dopo la sbornìa da Web, si ritorna coi piedi per terra, l'illusione anche stavolta è durata poco, motori di ricerca, provider, si sono messi all'opera per costruire dei bei guinzagli per dirigere l'utente collegato dove vogliono, per fargli vedere ciò che vogliono e sopratutto non fargli vedere ciò che non vogliono. Esagerazioni? Può darsi ma date un'occhiatina a you tube, ai social, e vi accorgerete che l'informazione non è quella che arriva ma quella che esce, filtrata, addomesticata, resa docile dalla sparizione di immagini e situazioni non coerenti con la narrazione in corso
Nessun commento:
Posta un commento