Sono i numeri che alla fine ci dicono la verità, hanno ammesso non senza qualche imbarazzo che non ci sono particolari motivi per temere un'invasione, che non c'è e non ci sarà: il numero dei nuovi immigrati è quasi uguale agli anni precedenti, nè più nè meno. Ed allora da dove nasce questa paranoia, questa sindrome da assedio che dal "Corriere" a "Repubblica" percorre tutti i media? Perchè la paura serve a creare la malattia anche dove non c'è, serve a costruire barriere e sopratutto a preservare equilibri che senza questo fumo apparirebbero deboli e senza seguito. Anni fa il regista Michael Moore spiegò come funziona questo meccanismo: Prendi un paese, riempilo di nemici immaginari,riempi i giornali di furti, assassini, disegna un quadro della situazione da guerra civile e tutti correranno ad armarsi.. ed ha sparare al proprio vicino convinti di fare la cosa giusta, salvo poi scoprire che poco più su, per la precisione nel Canada, tutto questo non succede perchè lì la gente non ha paura di niente o quasi. Il regista dice che colpa principale è dei media, allarmistici da una parte e sereni nell'altra, può essere, ma non solo, perchè i giornali non fanno potere da soli ma partecipano insieme alle altre forze in campo, quindi è probabile che facciano da cassa di risonanza di esigenze più alte. Una citazione poi per gl'immigrati in plexglas alla stazione di Milano, questa situazione spiega bene il ragionamento, prendi i nuovi "mostri" mettili in vetrina, falli vedere a tutti nelle prime pagine ed il gioco della paura è servito.
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