martedì 23 giugno 2015

Barconi con vista mare

Allora è già tutto deciso, andiamo e bombardiamo, chi e che cosa, dove e quando non si sa, ma andiamo. Non è questo lo spazio per un'analisi strategico-militare ma si può discutere degli effetti politici ed economici, che sicuramente saranno devastanti. Per tutto il dopoguerra il mediterraneo ci ha assicurato commerci ed energia, trattavamo con tutti ed eravamo rispettati da tutti, poi i politici della nouvelle vague che sono venuti dagli anni novanta in poi, ci hanno detto che no, che non si poteva continuare così, che bisognava scegliere gli amici ed i nemici e cominciare a trattarli di conseguenza, puntuali sono arrivati gli errori di valutazione e la perdita di credibilità tanto che oggi il nostro peso politico è molto vicino allo zero. Come spesso succede in questi casi pensiamo di risolvere la cosa con un balcone ed un tizio con il mento in fuori che spara fesserie a raffica e peggio ancora,con cannoni e fanfare. Anche un bambino capisce che così non abbiamo nulla ma nulla da guadagnarci e che anzi ci mettiamo in guai seri, non solo dal punto di vista militare che forse è l'aspetto meno importante ma perchè andiamo a incidere ancora di più in un processo di destabilizzazione pericolossissimo ed indecifrabile: se andiamo e creiamo il vuoto dove tutto può succedere abbiamo salvaguardato i nostri interessi o quelli di qualcun altro che magari ci sta mandando avanti per scopi ed interessi suoi che non coincidono con i nostri?

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