Dopo quasi un'anno dalla premiazione a Cannes, finalmente i nostri distributori si sono decisi a far vedere anche da noi l'ultimo film di Ken Loach, I, Daniel Blake. Non è il miglior film del regista se lo valutiamo secondo parametri artistici ma è uno dei più intensi ed anche dei più tragici. L'ironia tipica del buon ken, qui è quasi sparita, c'è solo un'atmosfera cupa di disperazione che aumenta man mano che il film va avanti, quando assistiamo alle vicissitudini di un anziano lavoratore inabile al lavoro ma senza nessun diritto. Il protagonista cerca di capire ma si trova davanti un muro non solo di regole ma anche di persone che aderiscono senza alcuna fatica al modello dominante, senza porsi tanti perchè. Capisce di essere diventato uno straccio, niente e sopratutto capisce quello che vogliono da lui: la sua cancellazione come coscienza, come entità, con una considerazione di sè e del mondo diversa da loro. Le persone attorno a lui, giovani , si salvano accettando il degrado e l'annullamento, lui non può, non nè è capace e viene strappato ad un futuro nerissimo solo dalla morte. Il regista a tratti usa anche la commozione ma non scende mai nell'abisso della lacrima facile, ha rinunciato al suo cinema asciutto e sintetico pur di farci capire lo stato delle cose, l'orrore, come direbbe il colonnello Kurtz in cui giorno dopo giorno siamo scivolati. Come ci si salva da tutto questo? Forse con la consapevolezza che mettersi contro questo modello non è facile nè conveniente, ma rimane l'unico modo d'immaginare qualcosa di diverso
giovedì 25 agosto 2016
martedì 16 agosto 2016
Paleolitico di centro
Come viene giudicato il mondo, come vedono le cose coloro che ci governano? Quelli a cui noi abbiamo delegato la gestione del nostro futuro capiscono, riescono a cogliere ciò che siamo e ciò che ci occorre. Parliamo in particolare degli amministratori locali, vera perla della nostra classe dirigente. Qui siamo di fronte ad un pensiero degno della massima efficienza, perchè riescono ad immaginare e progettare il minimo con il massimo della spesa. Per una volta lasciamo da parte le valutazioni morali, i risvolti legali, le vicinanze o le lontanaze con interessi particolari. Il problema purtroppo è molto più grosso perchè riguarda non le posizioni ideologiche, i meriti od i demeriti ma proprio la forma mentis del politco nostrano, di centro di lato di sotto o di sopra, vecchio nuovo o lavato con perlana. Ebbene ci troviamo di fronte a gente che in casa ha come libri solo l'elenco del telefono, che aderisce in pieno alla vulgata meno so più faccio, molto di moda, Andare a scuola è una perdita di tempo, studiare capire le cose poi non serve, come ci dice il nostro imbolsito presidente a Roma bisogna fare. Anche se poi sono un mare di stronzate. Torniamo ad i nostri amministratori locali che hanno tutti la stessa mono fissazione: il nostro più grosso problema è il traffico, come diceva per l'appunto il buon Johnny Stecchino, tutti i problemi, le risorse da investire, le idee, vanno convogliate nel sistema viario con bretelle, raddoppi, passanti, tunnel, monorotaie, metrò leggera, metrà pesante, tangenziali, autostrade, passanti. Mentre in tutta Europa cambiano il volto alle città con idee ed innovazioni sorprendenti, cablature, fibra ottica, orti verticali. riuso del patrimonio edilizio, risparmio energetico, servizi diversicati per le nuove esigenze, sparizione di tutte le macchine con parcheggi sotterranei efficenti e gratuiti. ma per fare tutte queste belle cose bisogna leggere qualche libro, sentire opinioni diverse, confrontare diversi progetti. Leggendo il buon giornale locale si viene a sapere di un investimento di 160 ml (iniziali) per Quattro km di strada. Bene, uno pensa che siamo di fronte a qualcosa d'inderogabile, di estremamente urgente, di necessario. Il buon politico spiega l'onere dell'investimento con la NECESSITA' DI DECONGESTIONARE IL CENTRO CITTADINO. 40 ml a km sono tanti, si trattera' di New york? Londra? Bombay? No, si tratta di decongestionare dal traffico il centro il centro di Casalecchio di Reno
lunedì 25 luglio 2016
SINGAPORE
Ieri c'era su un giornale la notizia che dal prossimo anno le scuole elementari inglesi adotteranno il metodo SINGAPORE per i piccoli che devono apprendere la matematica;Come prima impressione ho pensato che dovesse essere buona cosa e sono andato a vedere i dettagli: insegnamenti mirati, approfondimenti, ottimo, ma perchè non ci abbiamo pensato prima? Poi si va più nello specifico. Aule spoglie per non distrarre i piccoli, lezioni con argomenti complessi, competitività e punizioni per i più distratti che prevedono anche la pubblica derisione e le pene corporali. Ora, tutto ciò è già difficile per dei giovanotti universitari, figuriamoci per dei bambini! Ma ammesso che questo metodo crei qualche genio sicuramente favorirà la crescita esponenziale di un esercito d'imbecilli che penseranno solo in termini numerici,dal momento che non sapranno altro e non avranno imparato altro che numeri e rapporti fra numeri. Ma forse è proprio quello che vogliono, non il genio, di cui probabilmente non sanno che farsene, ma gl'imbecilli, di cui invece hanno estremo bisogno
mercoledì 22 giugno 2016
A proposito di...
Quando si è avvicinata ho avuto un attimo di perplessità, piccola e minuta era letteralmente trascinata da qualcosa che somigliava vagamente ad un grosso cane dall'aria non propriamente amichevole. In quella bestiola dovevano aver confluito molte casualità ma il risultato guardandolo bene non era poi definitivo perchè si riusciva ad intuire che lui non gli dava grosso peso. Mi ha chiesto qualcosa per il cane, non sta molto bene dice, debbo portarlo dal veterinario. Non mi sembra che sia messo così male,no no, ha dei problemi. Non ho osato chiedere quali, aveva un viso molto giovane ed indossava dei jeans con un giubettino simil pelle, poi lei si è seduta vicino e ha cominciato a fumare. Sai mi dice qui la gente non vuol bene agli animali ma io invece si, anche se a volte fa di testa sua. Come passi le giornate? Bene, mi dice lei, cerco sempre di capire le persone, e loro come si comportano con te, gli altri dico; sono quasi tutti gentili e mi danno qualcosa, no, non si comportano male eccetto qualcuno proprio maleducato ma io non lo considero, sai mi dice non ho tempo per queste cose, quali cose? Tutte quelle cose che non meritano la nostra attenzione e che ci fanno diventare altro da quello che siamo. Poi mi saluta e va incontro ad un ragazzo. Sembra contento anche lui
domenica 19 giugno 2016
FRULLATO MISTO
Forse ho capito il meccanismo, o forse no. I nostri sommi editorialisti, le nostre grandi penne che il mondo c'invidia fanno più o meno una grande operazione logica intervenendo non sui contenuti ma sulla loro composizione, vengono centrifugati, sminuzzati, ridotti in poltiglia e poi ricomposti, come solo i grandi chef sanno fare: gl'ingredienti sono gli stessi ma il risultato è tutto merito della loro arte. Un pò come si faceva da bambini quando si partiva da una parola oda un concetto e poi si arrivava al risultato finale sorprendente e lontanissimo dal punto d'inizio. Abbiamo il più quotato editorialista del Corrierone che che nell'ultima sua creazione artistica mischia tutto, storia, economia, tradizioni, ma poi ne rifà un quadro cubista con tutti gli avanzi e le rimanenze assemblando il tutto secondo il suo estro. Insomma ci sarebbero molte cose da mettere in evidenza ma due meritano assolutamente la nostra attenzione: il fatto che le storiche democrazie europee hanno molto moto da imparare da quella americana e l'evidenza (sua) che i problemi nascano da una prospettiva statalista dei nostri vertici europei. Essendo una visione cubista non c'è un inizio, tutto è ribaltato e tutto può essere visto da angolazioni diverse e tutto può essere smentito in qualsiasi momento, ma no avete capito male, perchè io in realtà.... Ho letto e riletto molte volte l'articolo cercando un punto d'appoggio, una chiave di lettura affidabile, ma niente fare, non l'ho trovato. Ebbene mi sono dovuto arrendere, questa è arte sublime perchè cerchi il tutto ed alla fine trovi il niente
giovedì 16 giugno 2016
venerdì 3 giugno 2016
Parole al vento
In un sondaggio di Repubblica viene aggiornata la mappa delle parole più usate o se vogliamo più apprezzate dagli italiani. Lasciamo perdere il campo strettamente disciplinare, se cioè la rilevazione abbia una sua valenza universale e se la metodologia sia quella giusta e concentriamoci sui risultati. Vincono internet e l'ambiente ed in questo c'è molto pragmatismo, assenti parole che in altre epoche sarebbero state d'obbligo come onestà e buongoverno. Interessante, sopratutto per chi legge i giornali ed analizza i messaggi dei vari partiti in questa tornata elettorale perchè questo buco testimonia di un fallimento clamoroso a livello mediatico. C'è un partito che sta facendo campagna elettorale usando solamente ed unicamente il richiamo all'onestà come collante universale per i propri eletti ed (eventuali) elettori ma è un impegno retorico ed inutile perchè e un pre-requisito, come dire che il cane deve avere la coda od il gatto miagolare. Se mi porterò uno di questi due animali in casa lo farà prescindendo che il cane abbia la coda ed il gatto miagoli e premierò altre qualità o requisiti. Perchè questa scelta? la mappa ci dice che ormai c'è un fossato tra rappresentanti e rappresentati per l'assoluta sfiducia nel futuro e per il vuoto in cui ormai naviga il messaggio politico, incapace di progettare senza puzzare di interessi particolari e falsità, l'elettore sa che non è solo questione di purezza d'animo e buone intenzioni nel tenere le mani lontane dal miele, sa che ci vuol altro. Nel contempo viene stesa una fitta nebbia su tutto il resto, anche su cose che sembravano già acquisite nel programma, come dire, se il campo è libero, mandiamo la palla dove ci fa più comodo. Poi potremmo sempre dire che l'abbiamo mandata lì di proposito. Altra assenza vistosa ed ingombrante: manca nella mappa la parola debito. Parlare del nostro tempo senza mai nominare la parola debito è come parlare del medioevo senza nominare Dio. Quindi dimendicanza singolare e fuori luogo, ce lo avete imposto come fattore decisivo nelle nostre vite ed ora, improvvisamente, senza un perchè, sparisce dal nostro vocabolario? Miracolo, saturazione o rimozione?
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