Un'ideologia per vincere e trionfare ha bisogno di molte circostanze favorevoli, buona connessione con le domande e le richieste dal basso, le cosiddette "motivazioni", ottima permeabilità, numeri che ne attestino la razionalità, condiscendenza dei media; ma poi pian piano questa solidità e compattezza di vedute viene meno,qualcuno comincia a mettere in dubbio tutto l'impianto, va a verificare le fonti e....scopre che non erano così distaccate da ciò che dovevano indagare. In questi anni la forza predominante è stato un egoismo di massa, (che sembra un ossimoro),tutto è stato giustificato da questa condizione definita primaria, naturale e irrinunciabile,lo schema più o meno era questo: ciascuno di noi per ottimizzare le proprie possibilità, i propri meriti si deve mettere in conflitto con tutti quelli che possono ostacolare il raggiungimento degli obbiettivi prefissati senza dubbi, tentennamenti o peggio crisi di coscienza. Tutti ti sono o ti possono essere nemici, niente alleanze, solidarietà solo convenienza e profitti, questo è tutto quello che bisogna aspettarsi dal mondo fuori di noi, e spunta la parolina magica che giustifica ogni sopraffazione: Il merito, faccio questo perchè ho capacità e conoscenze adeguate, sono superiore agli altri. Cari giornalisti, filosofi,opinionisti che da anni ci ammorbate con queste prediche sul merito, una domanda, semplice semplice. Se uno nasce dentro una discarica e ha per casa delle lamiere messe una sull'altra, quante possibilità ha di diventare ingegnere nucleare o professore d'economia alla Bocconi? Il figlio di un avvocato quante possibiltà ha di portare le pizze a domicilio? Si, lo so, sono domande difficili, ma provate a dare loro una risposta, su, coraggio.
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