Come sempre succede in questi casi tutto nasce "casualmente": un imprenditore si lamenta che al suo appello per lavorare sabato e domenica e nei turni di notte rispondano solo stranieri. Sottotraccia c'è già la risposta che ormai è univoca, un dogma indiscutibile: c'è la crisi, non è il caso di fare gli schizzinosi, prendete quello che vi diamo e zitti a lavorare. Il modello Pomigliano cresce e diventa grande, SI DEVE lavorare di più e peggio perchè ce lo chiedono i mercati. Parentesi, e se questi famosi "mercati" ci chiedessero il ripristino dello ius primae noctis? O il sacrificio del primogenito? la logica ormai è chiara, restringere in un recinto sempre più piccolo i diritti e la qualità della vita perchè fuori, a premere ed a muggire c'è un agguerrito esercito che non chiede niente ed accetta tutto. Altra parentesi, ma è così scontato è così indiscutibile che per competere bisogna lavorare di più, o è un'altra micidiale bufala? I prodotti si vendono con fatica, i magazzini sono pieni di merce invenduta (auto sopratutto) e noi produciamo di più? Ma per chi? Ma diamo per scontata la commercializzazione della merce, ebbene è più giusto chiedere turni di lavoro sempre più lunghi, straordinari, scansione cronometrica delle fasi lavorative, o lavorare un pò meno e lavorare un pò tutti?
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