venerdì 6 settembre 2013

Piani territoriali

Ha suscitato clamore nei giorni scorsi l'autocritica di un ex assessore regionale al territorio: abbiamo sbagliato quasi tutte le previsioni sullo sviluppo urbano ed oggi ne paghiamo le conseguenze. Ma va? Non ce n'eravamo accorti, se non ce lo diceva  non lo avremmo mai immaginato. Subito, in un batter di ciglia l'assessore attuale ha precisato che non era vero perchè lei e tutti quelli vicino a lei stanno facendo il meglio per la città in questione, quindi erano polemiche sterili. traduzione: Non mettevi in mezzo e lasciateci lavorare. Dal dopoguerra ad oggi ci sono state tre fasi, nella prima si sono prodotti piani territoriali ambiziosi, nella seconda sono stati disattesi e manomessi alla grande e nella terza,attuale, ci sono di nuovo i piani ma progettati e gestiti da interessi privati, infrastrutture gigantesche a cui mancano solamente i servizi, le strade i trasporti ecc. ecc.Un bravo assessore direbbe: Ma per chi costruite? Chi comprerà tutta questa roba? I centri commerciali chiudono uno ad uno,i centri direzionale ed uffici sono saturi, di residenza neanche a parlarne con il mercato fermo da anni. Invece no, vi sbagliate, sono tutti entusiasti ed ad ogni nuovo megaprogetto sono lì ad applaudire ed a concedere territorio e soldi (pubblici). Perche lo fanno? La moneta, la vile moneta, dicono loro, cioè gl'introiti degli oneri di urbanizzazione, sappiamo che è una cosa brutta, ma che ci possiamo fare, quei soldi ci servono. Questa è la spiegazione ufficiale. Ed è la più benevola, la nostra è che il territorio ormai non appartiene più ai cittadini ed alla comunità ma a gruppi ed interessi precisi che lo gestiscono e lo divorano secondo le loro esigenze, la politica, la rappresentanza è ormai poca cosa e non crea loro grossi problemi, anzi.

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