venerdì 20 settembre 2013

Rifiuti

Inceneritori, discariche, sembra che il problema nasca e muoia lì, nella cultura del "non si può fare altrimenti", "è così e basta", " è la souzione unica e razionale". Passo indietro di qualche decennio, per risolvere una delle tante emergenza rifuti in Campania, tutta la materia venne affidata ad una grossa impresa del nord che doveva raccogliere, smaltire, differenziare, selezionare ed inviare il residuo nellgli inceneritori costruiti ad hoc. Risultati: una gigantesca montagna di immondizia indifferenziata che è ancora lì e non si sa bene come smaltire. Il problema delle multiutility è proprio questo, che essendo remunerate secondo la quantità del materiale che entra, non hanno nessuno interesse a ridurlo con una selezione accurata, anzi gli accordi firmati dagli enti locali dicono che se tale eventualità si verifica queste ditte devono essere risarcite con aumenti delle tariffe! Quindi di cosa stiamo parlando? La cultura del riciclo non esiste perchè non è remunerativa, non offre buoni profitti. Anche qui, come in quasi tutti gli altri settori della vita pubblica e degli interessi generali tutto è bloccato, fermo per non intaccare le posizioni doninanti di gruppi finanziari ed economici. Dal rifiuto si può trarre ricchezza, ma non bisogna farlo sapere in giro perchè per la narrazione che se ne da, deve rimanere solo un problema che delle persone generose e disinteressate cercano di risolvere nel migliore dei modi (per loro)

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