Il grande vecchio ha sfornato l'ennesimo film che ci parla del mondo dei brokers, dell'alta finanza, di blue chips , di imbrogli, legali e non. Ma non è un film alla Oliver Stone o tantomeno alla Michael Moore perchè ad un certo punto sembra che si rifaccia ai suoi vecchi personaggi, il film non è una denuncia sociale e politica ma un proseguimento di quella descrizione dei meccanismi di ascesa e caduta che ha interessato tutto il cinema americano negli anni ottanta. In alcune sequenze, per esempio quella dello sballo collettivo, sembra di essere in una scena di Scarface, dove c'è un Al pacino sconsolato che riflette con la sua compaglia di zombi sul senso della vita e dell'inutilità di trovarvi una giustificazione: ma c'è di più perchè in altri punti sembra di vedere easy rider o Stones in exile. Tutta la voglia di libertà, di trasgressione, di abolizione delle regole, dei vincoli, della felicità come godimento senza limiti sono stati trasferiti nel mondo dorato della finanza, sono loro i nuovi Hyppies, sono loro che hanno portato a compimento il sogno dei ragazzi degli anni '60
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