La politica, passo dopo passo, impercettibilmente ma con una progressione inesorabile ci sta abituando ad un cambiamento delle sue funzioni, da programma ,progetto verso un futuro migliore si è arrivati alla fotocopia della realtà presente , a cui adeguarsi ed inchinarsi senza avere mai la minima pretesa di cambiarla o di programmarla perchè quello, non spetta alla politica ma a un'entità trascendente ed immateriale che è "il mercato" Si fa una riforma del lavoro che a detta di tutti peggiora le condizioni di precarietà ma a fin di bene, perchè così si lavora, male, sottopagati e ricattati, ma si lavora. A questo punto perchè non liberare tutti gli spiriti animali presenti in questo mercato? Togliamo tutte le tutele sulla sicurezza, costose ed inefficienti. Basta impalcature che richiedono settimane di montaggio i lavoratori possono salire su con delle funi, basta divieti per i lavoratori bambini, costano poco, lavorano tanto, perchè privarsene? E' solo un danno per l'economia e per il costo del lavoro, dobbiamo essere seri e realisti e pensare al FARE, viva il fare, più FARE 'ppì tutti. Il buon Cetto è un dilettante di fronte a questi cialtroni.
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