martedì 18 marzo 2014

Pragmatismo

La politica, passo dopo passo, impercettibilmente ma con una progressione inesorabile ci sta abituando ad un cambiamento delle sue funzioni, da programma ,progetto verso un futuro migliore si è arrivati alla fotocopia della realtà presente , a cui adeguarsi ed inchinarsi senza avere mai la minima pretesa di cambiarla o di programmarla perchè quello, non spetta alla politica ma a un'entità trascendente ed immateriale che è  "il mercato" Si fa una riforma del lavoro che a detta di tutti peggiora le condizioni di precarietà  ma a fin di bene, perchè così si lavora, male, sottopagati e ricattati, ma si lavora. A questo punto perchè non liberare tutti gli spiriti animali presenti in questo mercato? Togliamo tutte le tutele sulla sicurezza, costose ed inefficienti. Basta impalcature che richiedono settimane di montaggio i lavoratori possono salire su con delle funi, basta divieti per i lavoratori bambini, costano poco, lavorano tanto, perchè privarsene? E' solo un danno per l'economia e per il costo del lavoro, dobbiamo essere seri e realisti e pensare al FARE, viva il fare, più FARE 'ppì tutti. Il buon Cetto è un dilettante di fronte a questi cialtroni.

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