Una grande conquista culturale dei nostri anni è stata la consapevolezza che la verità non è un approdo sicuro, fisso ed immutabile, ma un cammino verso l'incognito perchè man mano che ci avviciniamo ad essa cambia aspetto, si nasconde. Tutto ciò significa verifica continua dei dati sensibili secondo il nostro modo di porci ad essi, ma come ci dobbiamo comportare con la dura massa di realtà che ci viene imposta dagli avvenimenti, dai media e dalla "Storia"? E' così dice il filosofo e non ci possimo fare niente, dobbiamo accettare tutto ciò che ci viene dall'esterno perchè lì e solo lì c'è la verità: nei fatti ed in tutto ciò che ci circonda, noi possimo solo prenderne atto. Il filosofo ci dice così che duecento anni di storia del pensiero si possono benissimo buttare nell'immondizia, stavamo solo scherzando, ci dice tra le righe, perchè nessuno si può e si deve illudere di potere avere una visione delle cose diversa dal sentire comune,nessuno si deve illudere di poter incidere sulla realtà che invece se ne va per conto suo, indifferente ai nostri sforzi,ai nostri desideri ed ai nostri bisogni. Secondo questa visione delle cose a questo punto dei fatti, bisogna accettare che la realtà entri nelle nostre vite, che le cambi in maniera irreversibile e forse, definitiva, perchè così vuole la "Storia" Ragionando alla vecchia maniera e non come vuole il nuovo pensatore ci chiederemmo: Da dove arriva questa massa di dati esterni? Che rapporto ha con la mia coscienza, con il mio modo di vedere le cose? Coincidono? C'è una sola realtà unica, irreversibile e data una volta per sempre, rocciosa ed indiscutibile? Forse il vostro modo di vedere il futuro è un pò diverso dal mio e non è detto che sia migliore
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