martedì 26 gennaio 2016

Paure?

C'è un fiorente mercato delle paure, assortite , divesificate ma sempre col marchio di qualità.ciò che non rientra in questo recinto viene classificato come "BUFALA". Al primo posto delle paure istituzionalizzate, quindi ammesse, c'è il rischio terrorismo: tutti siamo tenuti se non obbligati ad aver paura dell'uomo con la barba e la palandrana, sempre pronto a farci del male. Non abbiamo paura? Veniamo subito classificati come sciocchi o peggio incoscienti; poi c'è la paura per l'altro, l'immigrato, che anche se non ha l'aria da criminale è sicuramente lì per togliermi ciò che mi spetta, pensioni, diritti e quant'altro. Poi ci sono coloro che non si adeguano, ragazzi con la protesta facile, poi si passa dalla paura all'odio: gl'impiegati pubblici, gli autisti degli autobus, i medici generici, gl'insegnanti, i ferrovieri, gli operai, i disoccupati, i vecchi, tutti questi soggetti esistono nel nostro immaginario solo per darci fastidio. intralciarci la strada e renderci difficile la giornata. Ecco se la penso così sono un bravo cittadino perchè rientro in un modello generale affidabile e da non mettere in discussione. Ma se proviamo ad avere delle paure nostre cominciano i guai. Provo una certa difficoltà ad entrare in contatto con alcune categorie etniche cittadine perchè ostili, chiuse e non facilmente intellegibili, ma la vulgata dice che sono i più miti ed i più affidabili perchè rimandano a comportamenti omogenei e rassicuranti, sarà ma non ne sono del tutto sicuro. Hanno una grande capacità mimetica ed una fortissima aggregazione, cioè tendono a fare cosa a sè, diventando in tal modo un qualcosa di estraneo alla vita cittadina. In primavera saranno rinnovati molti consigli comunali, quindi, ci si va molto cauti con lo scontentare il cittadino, il menù è quello ed è meglio non cambiarlo più di tanto.

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