sabato 9 gennaio 2016

Racconti di natale

La situazione di partenza è questa: Fatti atroci, tragici ma di cui noi non sappiamo quasi niente, di cui non abbiamo immagini alternative a quelle ufficiali, non abbiamo testimonianze depurate dal contesto, cioè che non siano già state adeguate alla narrazione, non sappiamo chi e perchè, ma siamo impossibilitati a dire beh o buh perchè subito veniamo messi davanti all'evidenza, la loro, che ci dice che i fatti non possono essere negati: c'è il sangue, ci sono i morti, cosa andiamo cercando di più? Si può e si deve chiedere di più. Perchè, nell'unica foto diffusa, c'è il cadavere a terra ma non viene mostrato il volto del pazzo che a Parigi voleva uccidere davanti una sede istituzionale? Quali motivi lo impediscono? di situazioni così possiamo elencarne decine con buchi narrativi spaventosi, incongruenze, bugie, miracoli, con gente che si trova in due posti diversi nello stesso momento, ma sempre ci viene posta, implicitamente, la necessità di non chiedere, di non fare domande e non cercare risposte. La conclusione è che pur vivendo nella fase storica di maggior diffusione delle notizie alla fine non sappiamo quasi niente. E per favore, non alzate il ditino contro il sistema informativo della Cina o della Corea. Non è il caso

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