giovedì 6 marzo 2025

LYNCH


C'è qualcosa che colpisce in Lynch: la sua la sua irrequietezza visiva. nelle sue immagini non c'è ordine, rigore, cronologia, senso. Tutto scorre in un inarrestabile corsa verso il vuoto. Chiunque abbia cercato una spiegazione logica ed una ragione alla fine si è arreso, non senza delusione. Ma questo non vuol dire che tutto nasca dal caos


 

martedì 4 aprile 2023



MARCO TULLIO CICERONE

 

Spesso  si coltiva l'idea dei vertici militari americani pieni di gente esaltata ed ignorante, un pò alla dottor Stranamore, tanto per capirci. Ma se c'è una professione in cui niente è lasciato al caso ed in cui il personale è altamente istruito (almeno ai vertici) è la professione militare. Paradossalmente se le decisioni venissero lasciate nelle mani dei militari ci sarebbero pochissime guerre perchè chi è sul campo valuta i costi ed i benefici e non si lascia andare a considerazioni etiche e tantomeno politiche, il bene ed il male non fanno parte delle loro dotazioni ideologiche. Hanno studiato i classici e conoscono benissimo tutte le fonti storiche, compreso Marco Tullio Cicerone il quale in una frase celebre diceva una cosa semplice ma poco approfondita dai rapprentanti del popolo, cioè i politici. La frase è questa:

LA PIU' INGIUSTA DELLE PACI E' PREFERIBILE ALLA PIU' GIUSTA DELLE GUERRE.

lunedì 5 aprile 2021

FAR FINTA DI ESSERE SANI,

Tanti anni fa, sembra quasi che sia passato un secolo un secolo, Giorgio Gaber cantava la difficoltà ad essere omologati, tutti con l'obiettivo comune di efficienza salute competitività. Mai nessuna debolezza imperfezione emozione, fuori dalle righe di un comune sentire, di una cornice di ovattata di consuetudini ed adattamenti. Il rischio era quello di essere espulsi dalla comunità, di essere relegati ai margini di un pensiero debole e perdente e senza nessuna speranza di venire reintegrati: una volta fuori la porta era chiusa per sempre, adattarsi mimetizzarsi ma mai lasciare la presa. Cura maniacale del corpo, socialità ambientale, legata cioè all'accrescimento della propria autostima ed al riconoscimento degli altri, visibilità ed ambizioni adeguate, pochi scrupoli nel raggiungimento dei propri scopi. Poi improvvisamente cambia tutta la narrazione: essere sicuri, motivati, senza particolari apprensioni o paure diventa un comportamento irresponsabile da biasimare e condannare in toto. I nuovi must diventano la diffidenza, l'insicurezza, la paura di un qualsiasi contatto sociale, chiusi nel proprio bozzolo senza nessuna vicinanza se non virtuale, questo è oggi essere cittadini responsabili. Sono stati rivalutati comportamenti prima ritenuti indegni: la delazione, l'accettazione a priori di qualsiasi limitazione alla propria libertà, il rintanamento in un egoismo "altruista": si faccio cose che prima mi sarei vergognato solo a pensarle, ma che adesso faccio per il mio bene e per quello degli altri, e così via via in una discesa primordiale verso puri istinti di sopravvivenza. Ma probabilmente il buon Giorgio aveva previsto anche questo

sabato 14 luglio 2018

BENITO CERENO

Quando la realtà è difficile da raccontare si ricorre alle favole e se il pubblico è adulto ai libri. Piccola premessa. Per tutti quelli che invocano la "libertà" di stampa, l'importanza dei giornali nell'indicare il giusto ed il vero, suggeriamo un'attenta analisi dei fatti e di come sono stati narrati. Dunque c'è il solito barcone e c'è la solita nave pronta ad accoglierli, ma la nave è piccola, piccolissima. Nonostante ciò ingaggia una lotta con la guardia costiera libica e si prende a bordo tutti i disperati, poi comunica subito alle autorità italiane che la situazione a bordo è molto critica, ergo, i migranti devono essere subito sbarcati o trasbordati. Domanda numero uno: Perchè, nonostante l'intervento libico hanno preso a bordo i migranti? Chi li ha autorizzati? Perchè? Adesso con concitati messaggi alle autorità italiane dicono di essere in pericolo e minacciati di morte se non fanno rotta verso l'Italia. la massa di disperati viene imbarcata su una unità militare. Se le cose stanno come dicono c'è di mezzo un reato gravissimo ma improvvisamente con la nave ancora in viaggio le versioni cambiano, si, ci sono stati spintoni e parole grosse ma nulla di più, in sostanza dicono non è successo nulla di grave. Delle due l'una: O c'era pericolo o non c'era, allora è procurato allarme. I media annacquano ancora di più la vicenda, alcuni giungono a dire che anche se ci sono state minacce ed un dirottamento i migranti vanno capiti e perdonati perchè non volevano tornare in Libia. Bum! Campioni di tolleranza e civiltà! Si potrebbero far loro rileggere le centinaia do occasioni in cui  la loro intransigenza è stata totale ed assoluta e solo per reati d' opinione. Che dire? Miserabili può bastare? La vicenda ricorda in modo impressionante quella del libro Benito Cereno di Melville, ma siccome viviamo in tempi di civiltà, hanno cambiato il finale

sabato 24 marzo 2018

PIANGONO E FONDONO

La parola d'ordine ufficiale è quella di fare presto perchè la nostra " Ingovernabilità" mette a rischio l'equilibrio di tutta l'europa. Questo è quello che passa nei media, nei giornali, nelle tv. Non possiamo permetterci lo stallo perchè i " Mercati" non ce lo perdonerebbero. Ma poi nei fatti, le cose vanno in modo diverso, molto diverso. Le consultazioni per formare o cercare di formare un nuovo governo inizieranno esattamente un mese dopo le elezioni, se tutte le altre scadenze e procedure del caso saranno state rispettate. Come senso dell'urgenza non c'è male ma non è finita perchè sono in atto tutte quelle modalità che fanno capire che in realtà non c'è molta fretta, anzi. Il motivo? Ce ne possono essere tanti, dal ricompattarsi al prendere tempo all'organizzare una guerra di logoramento ma uno in particolare viene sottovalutato. Nel frattempo( loro dicono) un governo c'è ed è nel pieno delle sue funzioni dal momento che non si è mai dimesso, cioè siamo andati a votare, la maggioranza si è dissolta, molti ministri sono stati bocciati nell'uninominale, non c'è più quel blocco di potere ma... noi andiamo avanti come se non fosse successo niente. Più passa il tempo e più le decisioni rimangono nelle mani di prima, con l'aggravante che non c'è un parlamento che possa votare, tutto passa quindi attraverso decreti ed atti governativi. Elementare Watson, in casi simili la transizione avviene con la gestione ordinaria cioè solo ed esclusivamente con tutte quelle modalità utili per la continuazione delle procedure necessarie alla gestione del presente, niente dovrebbe fatto o deciso all'infuori di tale limite ma le cose stanno andando in modo molto diverso con vari tromboni ed editorialisti che anzi incoraggiano tale comportamento.Non aspetttiamoci niente di buono per i prossimi mesi

sabato 17 marzo 2018

REALISMO MAGICO

Siamo tutti vittime e protagonisti in questa strana cosa cosa chiamata rete dove si diventa famosi per le scoregge con le ascelle o si perchè si parla di niente ma con un occhio di riguardo per lo slang giovanile. A decidere il nostro destino virtuale sembra sia uno (o più) algoritmi, giudici inflessibili, e, se l'opprtunità lo vuole, generosi. Dunque si parla di realismo, inteso come discorso del possibile contro l'impossibile, del fattibile contro l'utopia. Al centro di ogni discorso sul fattibile c'è sempre la SOSTENIBILITA'. Niente è reale se non sostenibile nei conti, due più due DEVE sempre fare quattro. A prima vista il discorso e l'approccio sembrano inattaccabili ma un numero che cos'è se non un'entità astratta, una nostra invenzione per renderci più semplice la vita? NO, ci dicono, i numeri hanno una vita propria, una propria essenza, non hanno bisogno di niente altro che della nostra fede in loro, assoluta, cieca, totale. Così da strumenti convenzionali sono diventati entità trascendenti con i loro dogmi, le verità rivelate e le pene per i miscredenti. Non credi alla rivelazione, pensi che un numero sia solo il riflessodi una condizione posta a priori? Pensi che i numeri, come tutte le invenzioni umane siano manipolabili? Meriti l'inferno, cioè la scomparsa da ogni canale comunicativo

mercoledì 14 marzo 2018

CORO DI ANGELI

Improvvisamente, tutti insieme, nello stesso giorno e usando tutti le stesse parole,nei giornali viene fuori il problema dei giovani. Ci si aspetterebbe un'analisi completa delle cause e dei rimedi. Niente, scordatevelo. Non una dissipazione di ricchezza del paese da parte di una o più classi dirigenti al governo del paese in questi anni, non una una mancanza totale di programmazione economica che ha distrutto un sistema produttivo tra i più grandi al mondo, non una subordinazione a direttive europee suicide (per noi beninteso), non una preferenza all'autocoservazione dei gruppi dominanti a scapito dei bisogni collettivi, no, niente di tutto questo: la causa è nell'egoismo dei padri che hanno preteso ed ottenuto pensioni dignitose che non li facessero morire di fame, ora queste pensioni, dicono lorsignori, rischiano di compromettere il futuro dei giovani. Inaudito quello che hanno ottenuto questi vecchi e fuori da ogni controllo razionale. Perchè non hanno preteso di razzolare nei cassonetti e di fare la questua invece di rubare il futuro ai loro figli? Che dire ? giornalismo d'accatto e giornalisti a la carte, pronti per ogni battaglia giusta e sacrosanta. Sopratutto se la prima nota del coro, quella che serve per l'intonazione del canto viene dall'alto

martedì 6 marzo 2018

DOPO IL DILUVIO

L'operazione salvataggio è riuscita quasi in pieno. Sotto il diluvio hanno serrato le file, liberati gli ormeggi si sono affidati alla buona sorte, e si ritrovano adesso quasi tutti, sani e salvi in mare aperto dentro l'arca che hanno saggiamente costruito prima. L'arca è inutile negarlo si chiama "Rosatellum" ed ha impedito che:
Scattasse il premio di maggioranza
La prima forza politica potesse assumere il ruolo di leader nelle consultazioni
Che si potessero formare allelanze eterogenee
Che la classe dirigente al potere venisse annientata. Grazie al proporzionale infatti si sono salvati quasi tutti i big sebbene sconfitti pesentemente nell'uninominale
Che dire? Un'operazione da manuale, quasi da protezione civile. Una volta tanto lode al merito, non avrebbero potuto fare di meglio per autoconservarsi e proteggerersi. Una volta verificata l'impossilità di qualsiasi maggioranza, fermeranno l'arca nel porto più vicino e scenderanno uno ad uno per ripopolare la terra con il loro verbo. Elementare Watson

giovedì 8 febbraio 2018

STABILITA'

Il nostro modello di democrazia ha circa 200 anni, poco più poco meno, e li dimostra tutti. Nata come strumento di integrazione, cultura del futuro, progetto, ideali e riscatto dei più deboli è via via diventata altro. Il buon Churchill diceva che era il sistema peggiore di rappresentanza, esclusi tutti gli altri.Ci è andato molto vicino ma non immaginava certo la deriva degli ultimi trent'anni, altrimenti ci avrebbe pensato un pò prima di dare quel giudizio. Cosa è successo negli ultimi decenni? Da impulso progettuale, immagine del futuro, la "democrazia" è diventata fotografia del presente, gestione dei processi in corso ed eventualmente blocco dei medesimi ove diventassero minacciosi per la " Stabilità". Il tutto ammantato da frasi Orwelliane sul cambiamento, sullo sviluppo e sulla fiducia nella scienza e nel progresso ma con l'occhio sempre vigile a bloccare ogli possibile spiraglio di novità foriere di minacciare lo status quo ed i rapporti di forza presenti Si vota, si va a votare ma, tengono a farci sapere i media, le grandi penne, le forze politiche,di destra, di sinistra, di centro, di governo e di opposizione che chiunque vinca non si può fare un granchè fuori dai limiti del possibile. Possibile stabilito virgola per virgola, dalla grandezza delle mele alle tasse sui sacchetti da trattati internazionali. La cosa impressionante che tutti i convitati accettano questo stato di cose ed anzi facciano di tutto per rassicurare gl'interlocutori europei o mondiali. Allora, cari signori, se la politica può fare niente o quasi per delineare un futuro diverso dall'attuale, che poi è il fine principale della politica,per cosa ci chiamate a votare? Per quale modello di società che non sia questo?

martedì 6 febbraio 2018

IMPRONTA

Due interviste a poca distanza l'una dall'altra ci fanno capire molte cose. Come diceva Sherlock Holmes la verità sta nei particolari più semplici, che guarda caso però sono quelli che scartiamo subito. Due signori, due uomini tra i più ricchi del mondo e tra i più potenti ci dicono a distanza di pochi giorni le stesse cose, ci danno la stessa visione del mondo. Può essere, perchè non dovrebbero farlo? Ma il punto strano è che questa loro visione del mondo del futuro del presente è la stessa, quasi un calco, una stampa di precisione, del pensiero mainstream riportato giornalmente dai media, dai governi in carica, dalla classe politica quasi in toto e dai gruppi dirigenziali al potere ovunque. Una virgola in più od in meno non c'è. Elogio della globalizzazione, delle riforme in corso, della necessità di OBBEDIRE alla scienza, della necessità della libertà e dei controlli, della filantropia come alternativa al welfare, apertura totale dei mercati del lavoro come segno di civiltà ed integrazione. Questi due si sono fatti influenzare dalla politica e dai media? Improbabile, molto improbabile. Può essere successo il contrario

lunedì 5 febbraio 2018

NOTIZIE DAL FONDO

Si, indubbiamente erano delle urla, schiamazzi che improvvisamente inondavano la tranquillità delle prime ore del mattino. Poche indagini e la provenienza è accertata con sicurezza e precisione: provengono dalla radio. Poche cose possono essere disturbanti come la rottura di antiche e consolidate abitudini, la voce del cronosta che legge e commenta con calma gli argomenti e le notizie del giorno, analizza i fatti più importanti e risponde alle argomentazioni degli ascoltatori, ottimo servizio reso alla comunità, di cui non potremmo mai ringraziare adeguatamente gl'ideatori. Le urla vengono da una radio vicina che secondo le migliori intenzioni dovrebbe prepare i ragazzi ad una giornata allegra e piena di vitalità, niente, cerco di minimizzare gli effetti di questa inondazione di suoni inarticolati, giro la radio in tutte le direzioni, ma, niente, il frastuono aumenta. Poi, improvvisamente, la calma, e riprendo l'ascolto del mio simpatico cronista che con voce sicura ma dai toni soft ripete che è tutto sotto controllo e non c'è da preoccuparsi più di tanto, che le cose vanno bene, sempre meglio, ma non bisogna abbassare la guardia perchè i distruttori di rendite e ricchezze, cioè, se non lo avessimo capito, del nostro livello di vita e del nostro benessere sono sempre in agguato. Pensioni? guardiamoci da chi vuole aumentarle o posticipare l'uscita, incoscienti che minacciano il futuro nostro e dei giovani sopratutto. Salari? Vanno bene così per rendere competitivo il paese, aumentarli? Pazzi solo a proporlo, ma certa gente si rende conto che dobbiamo tutto alla nostra credibilità ed alla fiducia che i mercati nutrono nei nostri confronti? Welfare? Tagliare, tagliare, è quella l'unica cura possibile e da mettere in pratica il più presto possibile. Poi si lancia in una analisi imparziale dell'utilità dei trattati internazionali, dei benefici e dei costi, utili alla nostrà solvibilità senza la quale saremmo soli e poveri. Si, sembrano spese insostenibili ed inutili, ma non è così, ripete con voce suadente, sono invece il termometro della nostrà affidabilità, cioè, sono soldi spesi bene, anche se a prima vista non sembra. Ma sono solo percezioni sbagliate di cui ci dobbiamo liberare al più presto. Poi improvvisamente arriva la botta, prevista ma temuta: LE RIFORME sono l'unica soluzione ai nostri problemi, rifiutarle vuol dire andare contro la modernità. E' una specie di legge di Murfhy, io ti faccio un elenco di cose e poi ci piazzo le rifome, ineludili e necessarie. Ho il mal di stomaco, sono in pessimi rapporti con i miei capi? Il mio gatto usa di tutto meno che sua lettiera? Colpa della mancata attuazione delle riforme. Un'idea s'insinua nella mia mente, malsana quanto si vuole ma istintiva, giro la manopola della radio e cerco di sintonizzarmi in direzione dei versi animaleschi delle risate immotivate e delle stupidaggini assortite. Mi da un senso di liberazione e di sicurezza

sabato 11 novembre 2017

Social e numeri

Uno dei grandi guru dei social network butta il sasso: Sono pericolosi. Sono programmati per essere pericolosi per la salute e la tenuta mentale degli utenti, succhiano tutto quello che possono e sputano l'osso. La favola che siano stati inventati per dare un'opportunità di parola e di dibattito alla gente si sta rivelando appunto una favola. Allora io ho qualcosa da dire, buona, cattiva, stupida, intelligente non importa. Ma se non trova l'utilità e la condiscendenza dei padroni dei motori di ricerca allegati al sistema il mio post rimarrà per sempre in uno scantinato, irricevibile e nascosto ai più. I social non sono fatti per metterci in contatto ma per far si che siamo noi a fornire loro dati, gusti, tendenze per prodotti da venderci. Monopolizzano o rubano il nostro tempo e la nostra attenzione per un like in più, per un misero commento, che guarda caso, quando stai per perdere la fiducia... arriva puntuale. Briciole, avanzi buttati con moderazione e raziocinio per farci stare attaccati al sistema. Adesso qualcuno ci dice che il tutto è stato costruito con abilità e grandi conoscenze chiamate anche algoritmi che analizzazano scandagliano la nostrà personalità e ne ricavano una montagna di denaro. Un piccolo consiglio è quello di seminare le nostre ricerce con tanti semi avvelenati in modo da mettere, per quanto è possibile, questo mostro fuori strada. Digitare le cose più strambe ed inusuali in modo far perdere il senno a questo Leviatano, nutrirlo con cibi sbagliati e fargli avere, almeno, dei forti mal di pancia. Possono prevedere, analizzare ma probabilmente ancora queste macchine inquietanti e mostruose non possono capire quando qualcuno le sta prendendo in giro. Per adesso

sabato 14 ottobre 2017

COMUNICAZIONE

Il mondo dell'informazione si sa è pieno di contraddizioni, veleni, campi contrapposti. Questo almeno è quello che succedeva fino a non tanto tempo fa, poi, da qualche anno tutto è cambiato. E' come se un enorme aratro avesse livellato tutto il terreno, dissodato e reso uniforme. Spoglio da qualsiasi ingombro, tutto lineare e con vista sull'orizzonte. Non ci sono più posizioni intermedie, di centro, estreme o moderate, niente di tutto questo ma solo una voce unica per qualsiasi argomento. Per andare sullo specifico ogni buon giornalista sa che su ogni argomento lui ha una sola posizione da esprimere, e solo quella. Guarda caso è sempre la posizione ufficiale, quella della grande narrazione, e questa posizione deve essere difesa ad oltranza,in molti casi, contro l'evidenza e la logica. Legge elettorale, vaccini, immigrati, pensioni, europa, euro, nessuno si deve permettere di andare oltre la linea tracciata, e se lo fa, cambia mestiere. Ogni tanto qualcuno muguna, balbetta qualche obiezione ma mai niente di serio, una posizione netta. Ogni tanto qualche argomento si aggiunge all'elenco e viene subito recepito nel modo giusto. Ultimo arrivato, fresco fresco è relativo all'alternanza scuola lavoro. Tutti a dire e ribadire che è una cosa buona e giusta e che nessuno si può permettere di metterlo in discussione per chè E' il progresso, e non possiamo farne a meno, Qualcuno che metta in discussione questo concetto di progresso, di studio e di lavoro così correlati non si trova, non c'è. Andare a mettere in discussione uno dei dogmi delle sacre scritture del neoliberismo è inconcepibile ed evidentemente, cosa da non fare. Vorremmo un giornalista alla Fantozzi, pazzo e con la rabbia negli occhi, che dicesse E' UNA BOIATA PAZZESCA su uno di questi argomenti. Uno, solo uno, di quelli firmano editoriali e scrivono sui grandi fogli

mercoledì 12 aprile 2017

CRONACHE DAL FONDO

SI aggira per i torrioni del castello con un passo veloce e sicuro, ma sembra inquieto,deve agire o no? Il Padre chiede vendetta, tremenda vendetta. Basterà un Def a riconquistare l'onore perduto?  No, sa già che il prezzo è più alto, ma questa volta non si tirerà indietro anche se ci sarà bisogno di più accise ed Iva. Chiede dei nemici ma il tenente gli dice mestamente che ancora non si fanno vivi, ma prima o poi arriveranno,ed è lì, in quel momento, che bisogna farsi trovare pronti. Più in là succedono cose altrettanto importanti, ma dalla fortezza arrivano solo echi attutiti. Igor sta per incontrarsi con Donald per un faccia a faccia che stemperi la tensione, ma la condizione è che lasci la Bassa, altrimenti ci potranno essere pesanti ritorsioni, ma una salama da sugo ci salverà da ogni pericolo. Wang ping è disposto a dare rifugio e protezione ma sinceramente non ci sembra il massimo, poche palme e mare non tanto pulito....Continua

giovedì 9 marzo 2017

Merenda libera


Il putiferio è scoppiato improvviso ed anche diciamolo inaspettato. La questione riguarda alcuni complessi scolastici nel bolognese dove il consiglio d'istituto ha votato, quindi anche con il voto dei genitori eletti, il bando di merendine e similari per i bimbi. Solo frutta e verdura. La misura forse è più vicina alla sensibilità salutista svedese che alla nostra ma è un tentativo, di correggere alcuni macroscopici sbagli nell'alimentazione infantile frutto di una pressante pubblicità e di modelli culturali che impongono fretta e trascuratezza anche in una scelta basilare come quella di dare da mangiare ai bimbi: Una merendina nello zainetto e via. Il genitore non deve scervellarsi più di tanto ed il bambino deve solo avere l'accortezza di scartare la plastica dell'involucro. Punto, tutto qui. Ma si è scatenato l'inferno. Gl'immancabili comitati di genitori hanno sostenuto che è una misura lesiva dei diritti dei bimbi e di tutti noi, che la merenda è libera e soggetta alle fluttuazioni del mercato, quindi nessuno può metterci mano senza passare per nemico della libertà d'impresa, che da lì passa il confine tra uno stato autoritario ed uno che tutela la concorrenza e la libera scelta. Ma la cosa ancora più sorprendente è lo schieramento compatto di media ed istituzioni a favore delle esigenze di scelte genitoriali, cioè della merenda free e senza limiti. Parole dure ed inequivocabili di condanna della delibera, senza se e senza ma. Ma il diavolo come sempre ci mette la coda e fa vedere ciò che gli altri non vorrebbero, cioè o una terribile amnesia o una rimozone da parte di chi fino a pochi giorni prima aveva bollato le iniziative dei genitori "autonomi" dai pasti ufficiali come velleitarie e pericolose per la salute dei bimbi. Lì si era difeso ad oltranza il menù istituzionale affermando senza mezzi termini che lì e solo lì, c'era la scienza e le giuste calorie necessarie ai cinni, ergo il pasto della mensa era ottimo ed abbondante, fare da sè una follìa che le istituzioni non avrebbero consentito di mettere in discussione anche un solo grammo della refezione. Adesso dietrofront, i genitori hanno ragione e vanno lasciati liberi di mettere nello zainetto quello che vogliono. No, c'è qualcosa che non va. Non è che per caso questa gente ha le idee un pò confuse?

domenica 5 marzo 2017

Se in una notte d' inferno un professore

Cosa succede nei cieli alti del messaggio e della comunicazione? Perchè ciò che è evidente in un giorno diventa l'esatto contrario il successivo o addirittura negli stessi momenti con altri contesti ed altri interlocutori? Si dice tutto e l'esatto contrario senza badare alla logica, confidando nella distrazione dei lettori evidentemente ritenuti incapaci di mettere in fila due concetti due eventi e di trarne conclusioni adeguate. Ma ormai il messaggio la comunicazione funzionano così: bisogna accetterli a prescindere senza andare troppo nel dettaglio come principi di fede. Ecco alcune perle. Quando arriva una lettera di sollecito dall'Ue diventa  obbligatorio per tutti i media passare in rassegna i mali della nostra economia, veri ed inventati, non importa: debito insostenibile, voragine previdenziale, spese fuori controllo. Poi il giorno dopo di fronte ad attacchi e difficoltà della narrazione si ritiene opportuno ribadire che invece le cose vanno bene e che stiamo uscendo dalla palude grazie alle misure adottate e che quindi non c'è da preoccuparsi. Ora è evidente che le due versioni provenendo dalla stessa fonte stridono ed esigono una spiegazione logica che di solito viene riassunta col concetto che tutto va bene ma bisogna fare di più. Tesi da sanguisughe, almeno fino a quando c'è ancora un pò di sangue da estrarre. Immaginate un medico che di fronte ad un malato stremato ed al limite delle sue capacita di sopravvivenza lo esortati e lo obblighi ad uscire per completare lo scarico di un autoarticolato pieno di sacchi di cemento. Dai che sei sulla buona strada gli urlano ma lui si riversa per terra e non si rialza più. Ingrato. C'è anche una terza versione. Il paese, noi, tutti quanti stiamo facendo il massimo un pò come nel finale della "Fattoria degli animali" ma i risultati non ci sono e non li vediamo: da 20 anni lo stato incassa molto di più di quello che spende, il sistema economico nonostanta gli attacchi spaventosi regge, i conti pure. Quello che ci tiene inchiodati  è l'interesse sul debito, quasi un centinaio di miliardi l'anno che siamo costretti a sborsare per rimanere dentro i famosi e famigerati parametri europei. Ma di queste cose, è meglio non parlare. Silenzio.

sabato 18 febbraio 2017

Tra Antigone e Medea

Si può amare così tanto un figlio fino a fargli involontariamente del male? Si può amare così tanto fino a non capire ed a non sentire niente, solo la voce del Re e delle sue leggi contro quelle del cuore? Non giudicare in questi casi è la cosa più giusta da fare. Tutte le felicità si somigliano ma le infelicità sono ognuna diversa dall'altra, ma cercare di capire aiuta, chi è perchè ci fa agire in un certo modo e non in un altro. Lei è una figura tragica, con delle solide certezze fatte di regole e doveri, che fa dell'integrità formale,  dell'essere dentro al contesto in tutto e per tutto una ragione assoluta, al di fuori della quale non c'è niente, solo il vuoto ed il caos. Il minimo scarto da questo contesto è visto quindi come una minaccia a se stessi ed agli altri. Che la terra sia lieve a questo ragazzo

giovedì 9 febbraio 2017

New's corporation

Chiamo l'idraulico per un guasto agli impianti. alla fine mi accorgo che ha fatto male il suo lavoro, non ha sistemato quello che doveva sistemare, cioè non ha fatto quello per cui era stato chiamato e pagato. Lui si offende e mi dice che si rivolgerà all'ordine degli idraulici per i miei rimproveri. Ma qui si tratta che tu hai fatto male e stai facendo male il tuo lavoro, punto. Niente da fare, lui si sente offeso e ribadisce il suo proposito di rivolgersi a chi lo rappresenta per maltrattamenti e lesioni gravi alla sua onorabilità. Fuor di metafora, questo è quello che sta avvenendo nel mondo dei media , italiani e non solo. A tutti coloro che li criticano loro rispondono che non possono essere attaccati perchè loro fanno sempre le cose giuste ed ogni rilievo nei loro confronti è una ferita alla libertà di stampa. Allora, cerchiamo di capire. Se io do rilievo ad una notizia piuttosto che un'altra, se ne ometto del tutto od  in parte i contenuti, se li modifico, se cito fonti non attendibili, se non smentisco notizie precedenti palesemente false, sto facendo un buon servizio per la libertà di stampa? Sto difendendo la democrazia? Ribadiamo che si tratta di rilievi e inesattezze od addirittura falsità certificate, facilmente verificabili, non punti di vista del lettore. Grandi penne, editorialisti, cronisti, intellettuali prestati all'editoria, non sarebbe il caso di cominciare a fare un pò di autocritica invece di appellarsi a cose fuori luogo? Se i giornali sono in picchiata nelle vendite, se la loro credibilità è a livelli infimi, è solo colpa di chi li critica o della scarsa qualità del prodotto che offrono?

sabato 24 settembre 2016

Il futuro non è più quello di una volta

Fa sempre piacere rivedere qualcuno di cui avevi perso le traccie ed il ricordo, di cui forse non ti è mai interessato più di tanto sapere, capita, ma quando te lo trovi davanti non puoi fare a meno di chiederti il come ed il perchè. Sembra messo bene, sorride, ha un aspetto da manzo ben nutritoed il suo look è essenziale ed eterogeneo. tipico della fase in cui si comincia a mischiare il contenuto dell'armadio, associando magari pantaloni a zampa d'elefante con felpe cinesi. Chi può dire che tutto questo non abbia un senso? Mi dice che le cose gli vanno bene e che segue con passione gli avvenimenti in corso, legge i giornali, s'informa, cerca di stare al passo con i tempi. Cioè? Chiedo io abbastanza perplesso. Cioè cerco di adeguarmi ai cambiamenti. La cosa si fa sempre più interessante perchè  denota in lui una predisposizione innata alla stabiltà ed alla salvaguardia del minimo possibile ma cerco di saperne di più, e gli chiedo della sua vita di come se la passa. Dopo un attimo d'indecisione parte a raffica e mi fa una cronaca dettagliata dei suoi ultimi trent'anni, non tralasciando quasi niente, battesimi e funerali compresi, poi si ferma quasi di colpo. E dopo? Mancano gli ultimi due anni, cosa ti è successo in questo periodo? Niente di particolare, sto cercando lavoro. Ma tu un lavoro ce l'avevi.. So cosa stai pensando ma non è come credi perchè la mia azienda ha fatto la cosa giusta. Stai scherzando vero? No, niente affatto. Senza il sacrificio di qualche lavoratore l'azienda doveva chiudere. E tu hai accettato di essere sacrificato? Ho capito che era la cosa migliore da fare per loro, non avevano altra scelta, non possiamo più pensare come una volta di esserci solo noi al centro degli interessi, sono altre le priorità, lo sviluppo, la crescita, che non possono avvenire senza adeguati cambiamenti di mentalità e  difendendo a tutti i costi privilegi consolidati. Tu in tutti questi anni ti sei sentito un privilegiato? No, ma è giusto che le cose cambino. Non riuscivo a capire se diceva sul serio o mi stava solamente prendendo in giro. Hai un'indennità? No sto partecipando a degli stage di reinserimento, la mia indennità è lì, perchè sai questi corsi hanno un costo che io e tanti altri non potremmo permetterci, così invece la cosa è fattibile. Ti hanno già offerto qualcosa? Hanno detto che ci vuole un pò di tempo ma alla fine con le nostre nuove conoscenze non dovremmo avere problemi. Basta, per me era troppo ed era inutile dirgli che lui era già quasi vicino alla pensione, che un lavoro non lo avrebbe avuto mai più. Ma perchè? a che scopo? Avrei voluto picchiarlo e lasciarlo dolorante, avrei voluto gridargli in faccia che era solo un cretino che si era bevuto tutte le stronzate dei giornali e telegiornali, ma non me la sono sentita. L'ho salutato con la promessa di risentirlo al più presto. Spero per lui che l'attesa non sia troppo lunga

giovedì 22 settembre 2016

Lo stato delle rose

Il vocabolario è una delle più garandi invenzioni, un grande magazzino, un centro commerciale dove noi possiamo prendere a prezzi convenienti tutte le parole che ci servono, mescolarle,associarle per potere parlare e scrivere, dando a ciascun termine il giusto significato nel contesto di riferimento. Questo fino a qualche tempo fa continua......