Aveva l'aspetto stanco, il vestito in disordine ma appena lo vide non mancò di fargli un sorriso, appena accennato ma sincero. L'altro lo guardò bruscamente, con occhiate minacciose, preoccupato.
Perchè sei tornato?
Silenzio. -Enrico,non me lo vuoi proprio dire? C'eravamo abituati alla tua assenza e non c'era alcun bisogno che tu tornassi fra di noi. No, nessun bisogno-
L'avevano trovato che si aggirava tra stand e ristoranti, molti militanti lo avevano riconosciuto ed alla fine, come inevitabile che succedesse, la notizia si era sparsa in un baleno. Tutti volevano stringergli la mano, salutarlo, congratularsi per il suo ritorno, lui non mancò di dare un segnale a tutti del suo piacere di essere lì in mezzo a loro.Cercava di dare ad ognuno una parola di conforto, una speranza. Quando vennero a prenderlo stava cenando al ristorante sardo mentre una folla premeva fuori pre vederlo, sentirlo, erano tanti ed aumentavano attimo dopo attimo. Venne portato in una specie di deposito con sedie e tavolini accatastati e lì passò buona parte della notte, mentre la folla veniva fatta allontanare. All'alba era stato consegnatoal Grande imbanditore. Giorgio aveva ormai due fessure al posto degli occhi e si trascinava con fatica, il suo sguardo era quello di sempre, distante e distaccato ma attento, non poteva succedere niente che non avesse previsto, ed adesso, provava a capire, ma non era facile. Gli diede un bicchiere d'acqua e lo fece sedere.
Prefererirei una sigaretta- Alla mia età non fumo più fece lui, e lo stesso dovresti fate tu. Ci fu un breve silenzio, si guardarono, mentre la luce del giorno piano piano schiariva la stanza, adesso tutto era definito, il telefono, la scrivania e le carte che occupavano tutto il ripiano.
Ti ricordi quando ti chiamavamo il grande imbanditore? Tu eri quello che sapeva tutto sui riti del partito, chi doveva stare davanti, chi doveva parlare per primo, chi non doveva, chi ci doveva essere nelle foto e chi no, quando far sapere la nostra opinione, quale fonti contattare, quando stare zitti.
Il mio lavoro non è cambiato di molto, la mia esperienza è sempre indispensabile, anzi, ti dirò, oggi più di ieri
No, non sei cambiato di molto, hai sempre un'ottima opinione di te
Non raccolse la leggera ironia ed andò dritto alla questione
Perchè sei tornato? Pensi sinceramente che qui noi, abbiamo ancora bisogno di te? Avevi lasciato un ottimo ricordo. tutti ti vogliamo bene per quello che ci hai dato, ma adesso, tutto questo che senso ha?
Sono tornato perchè sento che hanno bisogno di me, o di qualcuno che li faccia sentire di nuovo liberi, che li riporti ad una condizione di dignità e non li faccia sentire solo dei numeri, senza diritti ed identità. Non imamginavo che le cose potessero andare in questo modo, non era per questo che avevamo lottato, non era questo il futuro che avevamo promesso. Per niente.
CI fu un attimo d'imbarazzante silenzio poi Giorgio si avvicinò al viso del suo ospite e lo guardò a lungo.
Libertà, dignità ma credi veramente che questa gente sia interessata a queste cose? Ma credi veramente che la sera prima di andare a letto chiedano libertà ed altre cose simili? Sono altre le cose di cui hanno bisogno, cose di cui tu e quelli come te, non avete la minima idea.
Cioè?
Sicurezza, controllo. Sono come delle pecorelle che da sole vengono divorate dai lupi, senza una guida sono perse, smarrite. Sono loro che ci cercano, ci vogliono, per condurre le loro vite, indirizzarle. La vera sciagura sono quelli come voi, sognatori con la testa sulla luna. Ma che ne sapete voi che sproloquiate e sentenziate, noi, solo noi sappiamo ciò di cui hanno bisogno..
Sarebbe giusto dare loro un futuro dignitoso, non derubarli dei loro diritti, far scegliere loro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, permettere a tutti l'accesso allo studio, assisterli e curarli nel migliore dei modi
Le carte si sparpagliarono per terra e si ritrovò ad afferrare con forza la giacca del suo amico. Forse era stato un gesto istintivo o forse no, ma ci volle poco a ritrovare la sua abituale calma, si asciugò il viso con fazzoletto, poi gli sussurrò piano ma con un tono deciso e perentorio
Vai via e non ti fare più vedere. Qui la situazione è già abbastanza complicata, lasciaci lavorare e non t'immischiare più in faccende che non ti riguardano.Poi lo abbracciò e lo lasciò andare
domenica 4 settembre 2016
sabato 3 settembre 2016
CANI DA RIPORTO
La tragica morte della ragazza di 18 anni per leucemia continua a tenere le prime pagine dei giornali ma i toni si fanno sempre più determinati, perentori, assumono caratteristiche minacciose. Chi non è con la scienza è pericoloso, per sè e per gli altri. Punto. Non c'è dibattito, non c'è discussione. Si trattano i genitori come delinquenti solo perchè volevano rispettare le decisioni della figlia, si tratta la povera ragazza come una persona che non era capace d'intendere e di volere ma era maggiorenne, responsabile e determinata. Forse è questo che dà fastidio? Una persona che sa quello che vuole e sopratutto quello che non vuole non è compatibile con la narrazione in corso che ci vuole tutti allineati e consenzienti dalla culla alle estreme fasi della vita. In questo come in altri casi i media si stanno comportando come cani da riporto: Partono all'assalto e vanno avanti finchè un fischio non li ferma, i loro denti sono affilati ed i loro occhi sono feroci, vanno dritti verso la carne. Si va verso un controllo dei corpi? Totale, assoluto, perchè qui non si tratta come ci vogliono far credere di scienza ed antiscienza, discorso portato avanti peraltro da gente che ha letto solo gli albi di topolino, ma di libertà. Posso scegliere di curarmi come posso dire di no, in piena coscienza e consapevolezza e nessuno, se non regimi orrendi e criminali, possono togliere questo diritto. Diritto sancito da noi da un articolo della costituzione
venerdì 2 settembre 2016
Scienza e bastone
Una giovane ragazza di appena 18 anni muore di leucemia. Quasi tutti i giornali ci fanno sapere subito che questa volta non si tratta di malasanità ma del suo esatto contrario. Tutto l'apparato scientifico era pronto per assisterla ma dopo il rifiuto alle cure da parte dei genitori la situazione precipita fino al tragico epilogo. Questo è quello che ci è comunicato, omettendo un piccolo particolare. La ragazza era maggiorenne ed aveva espresso più volte la volontà di non voler fare la chemio. Questo modo di porre il problema da parte dei media sta diventando sempre più inquietante, cioè di porre " la scienza" al di sopra di tutto, senza alcuna possibilità di discussione o di dubbi. LA SCIENZA è una e chi non segue le sue volontà è un pericolo per tutti. Evidentemente chi la pensa così è un cialtrone perchè nessuna cura garantisce la guarigione, abbiamo delle percentuali in base alle quali scegliamo la più efficace ma nessuna cura, di per sè è l'unica e la risolutiva. Siamo andati avanti, viviamo in un mondo migliore proprio perchè abbiamo capito che la soluzione migliore è quella che offre maggiori garanzie, ma non sta scritto da nessuna parte che per un problema ci sia solo una soluzione come invece ci vogliono far credere. Fuori da questa linea, per loro sono tutti criminali. Da una parte si riducono sempre di più spese di assistenza, prevenzione, cure, ricoveri, e dall'altra si inaspriscono i toni verso chi semplicemente non vuole più curarsi o non crede in quelle terapie. Stiamo arrivando al sondino ed al catetere obbligatorio? Saremo curati davanti alle forze dell'ordine? Il corpo è stato liberato, parecchi secoli fa da ogni costrizione, mutilazione, violenza, da parte di chiunque. Anche del Re
mercoledì 31 agosto 2016
Solo bufale certificate
E' in corso una dura campagna mediatica contro l'informazione ruspante, cioè quella che corre sul web, definita pericolosa,inappropriata, e lesiva della coesione nazionale perchè prende di mira la credibilità delle istituzioni. Si, c'è molta spazzatura e molte inesattezze, molta fretta e poca verifica delle fonti. Ma guarda caso queste sono anche i difetti di tutta l'informazione "ufficiale", quella fatta dai grandi giornaloni, dalle tv e dai grandi siti: Foto taroccate, interviste ed opinioni fatte passare come versioni ufficiali, senza virgolettato o altro segno di riconoscimento, alterazione sistematica dei dati o loro omissione, fonti non definite o inattendibili fatte passare come inattaccabili- Da dove arrivano tutte le notizie e la documentazione sui fatti del medio oriente?- Bene come il bue che si prende la briga di dire cornuto all'asino questi signori reclamano, in nome della verità dell'informazione(!) una messa in riga della rete, cioè, tradotto uno sfoltimento di quasi tutti i canali informativi, una potatura generale in modo da salvare, dicono loro, solo i più credibili. Allo stato dei fatti, per fortuna diciamo noi, una cosa del genere è impossibile o attuata solo nei peggiori regimi. Ma ci proveranno, su questo non possiamo avere il minimo dubbio
giovedì 25 agosto 2016
We, Daniel Blake. Siamo tutti Daniel Blake
Dopo quasi un'anno dalla premiazione a Cannes, finalmente i nostri distributori si sono decisi a far vedere anche da noi l'ultimo film di Ken Loach, I, Daniel Blake. Non è il miglior film del regista se lo valutiamo secondo parametri artistici ma è uno dei più intensi ed anche dei più tragici. L'ironia tipica del buon ken, qui è quasi sparita, c'è solo un'atmosfera cupa di disperazione che aumenta man mano che il film va avanti, quando assistiamo alle vicissitudini di un anziano lavoratore inabile al lavoro ma senza nessun diritto. Il protagonista cerca di capire ma si trova davanti un muro non solo di regole ma anche di persone che aderiscono senza alcuna fatica al modello dominante, senza porsi tanti perchè. Capisce di essere diventato uno straccio, niente e sopratutto capisce quello che vogliono da lui: la sua cancellazione come coscienza, come entità, con una considerazione di sè e del mondo diversa da loro. Le persone attorno a lui, giovani , si salvano accettando il degrado e l'annullamento, lui non può, non nè è capace e viene strappato ad un futuro nerissimo solo dalla morte. Il regista a tratti usa anche la commozione ma non scende mai nell'abisso della lacrima facile, ha rinunciato al suo cinema asciutto e sintetico pur di farci capire lo stato delle cose, l'orrore, come direbbe il colonnello Kurtz in cui giorno dopo giorno siamo scivolati. Come ci si salva da tutto questo? Forse con la consapevolezza che mettersi contro questo modello non è facile nè conveniente, ma rimane l'unico modo d'immaginare qualcosa di diverso
martedì 16 agosto 2016
Paleolitico di centro
Come viene giudicato il mondo, come vedono le cose coloro che ci governano? Quelli a cui noi abbiamo delegato la gestione del nostro futuro capiscono, riescono a cogliere ciò che siamo e ciò che ci occorre. Parliamo in particolare degli amministratori locali, vera perla della nostra classe dirigente. Qui siamo di fronte ad un pensiero degno della massima efficienza, perchè riescono ad immaginare e progettare il minimo con il massimo della spesa. Per una volta lasciamo da parte le valutazioni morali, i risvolti legali, le vicinanze o le lontanaze con interessi particolari. Il problema purtroppo è molto più grosso perchè riguarda non le posizioni ideologiche, i meriti od i demeriti ma proprio la forma mentis del politco nostrano, di centro di lato di sotto o di sopra, vecchio nuovo o lavato con perlana. Ebbene ci troviamo di fronte a gente che in casa ha come libri solo l'elenco del telefono, che aderisce in pieno alla vulgata meno so più faccio, molto di moda, Andare a scuola è una perdita di tempo, studiare capire le cose poi non serve, come ci dice il nostro imbolsito presidente a Roma bisogna fare. Anche se poi sono un mare di stronzate. Torniamo ad i nostri amministratori locali che hanno tutti la stessa mono fissazione: il nostro più grosso problema è il traffico, come diceva per l'appunto il buon Johnny Stecchino, tutti i problemi, le risorse da investire, le idee, vanno convogliate nel sistema viario con bretelle, raddoppi, passanti, tunnel, monorotaie, metrò leggera, metrà pesante, tangenziali, autostrade, passanti. Mentre in tutta Europa cambiano il volto alle città con idee ed innovazioni sorprendenti, cablature, fibra ottica, orti verticali. riuso del patrimonio edilizio, risparmio energetico, servizi diversicati per le nuove esigenze, sparizione di tutte le macchine con parcheggi sotterranei efficenti e gratuiti. ma per fare tutte queste belle cose bisogna leggere qualche libro, sentire opinioni diverse, confrontare diversi progetti. Leggendo il buon giornale locale si viene a sapere di un investimento di 160 ml (iniziali) per Quattro km di strada. Bene, uno pensa che siamo di fronte a qualcosa d'inderogabile, di estremamente urgente, di necessario. Il buon politico spiega l'onere dell'investimento con la NECESSITA' DI DECONGESTIONARE IL CENTRO CITTADINO. 40 ml a km sono tanti, si trattera' di New york? Londra? Bombay? No, si tratta di decongestionare dal traffico il centro il centro di Casalecchio di Reno
lunedì 25 luglio 2016
SINGAPORE
Ieri c'era su un giornale la notizia che dal prossimo anno le scuole elementari inglesi adotteranno il metodo SINGAPORE per i piccoli che devono apprendere la matematica;Come prima impressione ho pensato che dovesse essere buona cosa e sono andato a vedere i dettagli: insegnamenti mirati, approfondimenti, ottimo, ma perchè non ci abbiamo pensato prima? Poi si va più nello specifico. Aule spoglie per non distrarre i piccoli, lezioni con argomenti complessi, competitività e punizioni per i più distratti che prevedono anche la pubblica derisione e le pene corporali. Ora, tutto ciò è già difficile per dei giovanotti universitari, figuriamoci per dei bambini! Ma ammesso che questo metodo crei qualche genio sicuramente favorirà la crescita esponenziale di un esercito d'imbecilli che penseranno solo in termini numerici,dal momento che non sapranno altro e non avranno imparato altro che numeri e rapporti fra numeri. Ma forse è proprio quello che vogliono, non il genio, di cui probabilmente non sanno che farsene, ma gl'imbecilli, di cui invece hanno estremo bisogno
Iscriviti a:
Post (Atom)





