Il nostro bravo presidente ne ha sparata un'altra delle sue: Per lui è vero, ( e sottintinteso giusto e sacrosanto) che ci siano delle scuole di serie A e scuole di serie B, perchè dipende tutto dal merito. Ora, caro bravo ragazzo, che cosa è il merito? Come si quantifica la conoscenza? Piccoli esempi: Quasi tutti i più grandi geni hanno avuto degli inizi scolastici disastrosi, ergo,adottando rigidamente i criteri meritocratici non avrebbero avuto nessun titolo per diventare dei geni, hanno forzato le regole e le norme che definiscono queste cose, se il loro percorso scolastico era stato pessimo non avevano alcun diritto di farsi strada e dimostrare le loro capacità mettendo così in discussione l'ordine ed i criteri stabilti dall'alto. Se c'è una cosa che non si lascia imbrigliare in categorie numeriche, graduatorie e classifiche, profitto, utilità tra entrate ed uscite, redditività spicciola, è la conoscenza. Le piccole università tedesche che all'inizio del secolo scorso hanno sfornato personaltà inarrivabili come debbono essere definite? Sicuramente non rientrerebbero nella moderna mentalità che fa preferire il manager al preside come se la cultura fosse un sottoprodotto della finanza con rientri sicuri del capitale speso. Si vogliono produrre dei robottini con scadenza e revisione annuale o delle persone che sappiano valutare e dirigere il loro percorso conoscitivo?
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