Martin Heidegger è una figura talmente complessa che è quasi impossibile definirlo in un sistema filosofico chiuso e delimitato, il suo pensiero spazia tra il tutto ed il nulla e mette in discussione tutta la conoscenza occidentale. Avevano provato a definirlo "Esistenzialista" e la cosa gli dava, a ragione, parecchio fastidio perchè era come voler mettere una balena in un vaschetta per pesciolini rossi, nella sua opera c'è di più, molto di più. Saltando tutta la tradizione lunga venti secoli chiama in causa i primi pensatori e da loro, solo da loro riparte per ridefinire il concetto di "essere", capisce che questo "essere" non può stare al di fuori dall'ente, non può neanche farne parte ma essere nell'ente, capisce sopratutto che non può essere definito e delimitato, esso è un continuo percorso di svelamento, una rimodulazione continua ed incessante. Questo mette in crisi tutta una costruzione epistemica secolare che invece cercava la misura ed il limite, la costruzione di una verità unica ed immutabile. E tutto ciò, forse, oggi torna ad essere inaccettbile per un mondo che ha bisogno di modalità di pensiero totalizzanti e pre-definiti.
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