La grande fabbrica per eccellenza annuncia con cori, rulli di tamburi, e compiacenze istituzionali che la produzione sta ripartendo alla grande ma, ma.. c'è un problemino, poca cosa s'intende ma capace però di creare apprensione nel clima generale di competitività e di lotta per un decimale di mercato in più. I vecchi lavoratori, quelli a cui la brava Fornero ha prolungato di una decina d'anni il lavoro alla catena secondo l'azienda non sono più collocabili nelle fasi di produzione neanche demansionati, allora, rimangono i prepensionamenti, no,si doveva fare entro il 2014, ma ci sarò la cassa integrazione, no, sparita anche quella, incentivi all'uscita? Improponibili perchè diseducativi. Domanda fatale: avendo in mente anche la recente abolizione dell'art. 18 con la relativa strage di diritti, che cosa sarà di questi lavoratori? Si procederà con quello che viene definito riequilibrio generazionale, hai lavorato tutta una vita ed adesso sei diventato inutile ed inefficiente? Fatti da parte e fai lavorare i giovani, non ti sono bastati trent'anni e più di stipendi? Pretendi anche la pensione?
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