La lezione è chiara, noi pensiamo di possedere il nostro passato ed il nostro futuro ma in realtà le cose non vanno mai come pensiamo e vogliamo e non perchè siamo piccoli e neri ma perchè non abbiamo gli strumenti che ci consentono di dominare gli avvenimenti, le pinze ed i cacciaviti che creano il domani non sono nelle nostre mani. Se c'è un cambio di governo in vista pensiamo che la cosa migliore sia di dare il voto a chi dice basta e da un taglio netto al passato, decisione ovvia e scontata, ma adesso diciamo che io sono dall'altra parte e guardo quello che succede e può succedere. Ovviamente cerco di far vincere un mio amico, uno che salvaguardi i miei interessi, ma se ciò non dovesse succedere poco male: io posseggo il tavolo, le carte e guido comunque il gioco, osservo i movimenti antagonisti, valuto la loro consistenza e cerco il punto di rottura, metto in risalto le contraddizioni interne e faccio in modo che il movimento imploda da sè. In sostanza io posso giocare con più mazzi di carte ed a più tavoli senza che per questo si debba gridare istericamento al complotto. Facciamo un esempio,oggi i computer riescono a vincere sui più grandi campioni di scacchi perchè usano la forza dei numeri: mentre un maestro riesce a memorizzare 50, 60 mosse un computer può usarne 100.000. Detto in altri termini, qualsiasi situazione può essere prevista e neutralizzata, qualsiasi movimento ridotto in briciole o inglobato e digerito in men che non si dica
mercoledì 15 luglio 2015
domenica 12 luglio 2015
Commedia greca
Il grande Nietzsche diceva che i nostri guai, i guai di tutta la cultura occidentale sono iniziati quando gli antichi greci sono passati dalla tragedia alla commedia, dagli istinti naturali alle regole imposte. Si può essere o no d'accordo con questa tesi ma ha una sua ragion d'essere anche ai nostri tempi, in una settimana infatti siamo passati dalla tragedia alla commedia o peggio alla farsa, dal popolo sovrano che decide il proprio destino alla commedia dell'arte in cui alla fine ciascuno si toglie la maschera e torna quello che in fondo era sempre stato, un personaggio, un modo di stare in scena, niente di più. Farsa, pura farsa. Un ministro fa fuoco e fiamme, convoca il parlamento, le piazze, indice un referendum, lo vince e poi va al tavolo delle trattative con le proposte della controparte prima rifiutate ed ora quasi tutte accettate. Come c'era d'aspettarsi queste proposte non bastano più ai creditori che adesso dicono in coro " Noi vedere cammello" ed il cammello lo vogliono subito in sette giorni. In una settimana quella che era stata una grande vittoria popolare si è traformata in una mattanza, syriza quasi dissolto e la Grecia pronta a nuove elezioni. Solo una mente malata poteva immaginare una cosa del genere appena una settimana fa, eppure è quello che è successo e sta succedendo. La storia ci dirà col tempo e con i documenti che verranno fuori come sono andate le cose ma facciamo una cosiderazione, senza referendum tutti avrebbero accusato l'Ue di aver costretto un governo leggittimo a farsi da parte per facilitare l'accordo, così invece è il classico karakiri, l'autoannientamento che facilita, e di molto lo sviluppo della vicenda. Forse era già tutto scritto? Non proprio, molto spesso capita che ti ritrovi la palla della vittoria ad un metro dalla porta... e la butti fuori. Succede spesso
giovedì 9 luglio 2015
Corruzione(?)
Il grande saggio fa finta che lui non c'era e che in ogni caso la cosa non lo riguarda, si..beh..non ho visto niente ma poi che volete che sia, c'è un tizio che dice di aver venduto il voto ed il governo ma forse ricorda male. Non è la prima volta che assistiamo a questi strani stranissimi comportamenti tesi a minimizzare, negare ogni irregolarità quasi che a spaventarsi di più per eventuali conseguenze siano più le vittime che i colpevoli, roba da far venir giù mille commissioni d'inchiesta, mille dubbi: da chi e da che cosa siamo stati governati? Perchè questo comportamento prudente fino quasi all'omertà, questa paura malcelata, questo non detto evidente, quest'imbarazzo anche solo nell'affrontare l'argomento? Eppure il reato , ove venisse accertato definitivamente, è uno dei più gravi che possano colpire le istituzioni, l'alterazione fraudolenta di assetti istituzionali con lo scopo di cambiare la maggiornaza governativa, bazzeccole, quisquilie, che in altri paesi altrettanto democratici come il nostro sono puniti anche con l'ergastolo se viene dimostrato l'alto tradimento non con tre anni, già prescritti, come succede da noi. Qualcuno ci vuol dire cosa è successo in quegli anni? Chi governava veramente? Le larghe intese sono per caso iniziate molto prima di quel che sappiamo?
sabato 4 luglio 2015
Venezia luccica...
Il nuovo sindaco di Venezia è già all'opera e con un brio ed una voglia di fare quasi meneghina fa capire che con lui non si perde tempo, quindi via subito con le tante cose importanti da portare avanti. C'è da riorganizzare il servizio bibliotecario e con una visione geniale che unisce cultura e finanza non parte dalle nuove acquisizioni ma dalle dismissioni, c'è un elenco preciso e dettagliato di libri da portare via dalle biblioteche pubbliche perchè ritenuti non idonei per una buona educazione dei giovani, via tutti i libri che parlano delle "differenze", si parla di libri per bimbi, favole, con colori vivaci non di manuali pedagogici, ma che hanno la colpa di presentare una visione diciamo complessa dell'identità di genere. Per questo periodo particolare che sta vivendo il nostro paese questa vicenda spiega se non tutto ma molte cose, si sono levate molte lacrime di coccodrillo per perdita del comune ma la verità è lampante: la nuova giunta è perfettamente in linea con i bisogni e le aspettative della maggioranza governativa, è come un patto di ferro, una cappa di piombo che viene calata sul paese, o noi o loro dicono non cambia niente, siamo sempre noi, la vera disgrazia sarebbe stata per tutti e due gli schieramenti la vittoria di Casson. Pericolo scampato, via coi brindisi e via con la pulizia culturale.
P:S Non hanno ancora detto cosa faranno dei libri sequestrati. Suggeriamo un bel rogo in piazza S. Marco.
mercoledì 1 luglio 2015
Cul de sac
La loro lungimiranza li ha portati davanti un muro alto ed invalicabile costruito con anni ed anni di dura austerity e con le rigide disposizioni teologiche del "libero mercato" come puro atto di fede, ma come nei migliori film il protagonista si ritrova un dilemma quasi irrisolvibile: qualsiasi soluzione arrivi comporterà la fine di quel progetto, a breve o lunga scadenza. Quando l'economia sembra prendersi tutto arriva la politica a riportare le cose in un ambito a lei più congeniale perchè la frenata in questo caso arriva da motivazioni puramente tattiche e militari, la Grecia NON può e NON deve lasciare la zona Euro come fa capire lo zio d'America, qualsiasi motivazione ordoliberista quindi deve essere messa da parte ed il rischio di un'uscita in massa dalla moneta unica ha un'importanza minore di una perdta strategica come il sud-est europeo in vista del prossimo imminente ed inevitabile scontro armato con la Russia, come a dire che alla fine le due anime occidentali, quella monetaria e quella militare a lungo alleate, in questo caso caso si trovano contrapposte. il loro realismo consiglierà di trovare una soluzione qualsiasi, ma per adesso, qualcosa dovranno lasciare sul campo. La troppa ingordigia li ha portati ad avere due linee d'interessi quando una bastava ed avanzava pure
domenica 28 giugno 2015
Web emotions
Interessante articolo sul domenicale di Repubblica sullla nuova era delle emozioni digitali o sulla connessione emotiva che dir si voglia. l'analisi è che l'utente in rete non va più a cercare solo dati, fonti, musica e contatti in generale ma cerca ( e trova) emozioni, dunque un atto spontaneo e volontario che nasce da un bisogno preciso e che viene veicolato allo scopo dalle abili mani sulla tastiera. Noi cerchiamo e puf spunta fuori l'emozione voluta, quasi una parte di noi che si ricongiunge al nostro essere. Peccato che forse le cose non stanno così; perchè, proveremo a spiegarlo. E' risaputo che è partita la grande caccia, i padroni dei motori di ricerca, dei social non si accontentano più di sapere quali cibi preferiamo, quali film vediamo, cosa cerchiamo, ma spingono per catturare i nostri interessi facendoci girare attorno a ciò che loro vogliono che vediamo. Come ottenere tutto ciò? Con una precisa mappatura delle nostre emozioni, quantificate numerate con precisi e micidiali algoritmi che non ci lasciano scampo, così non sarò io a cercare sul web ma sarà il contrario, target, carne da macello per una ecografia totale ed assoluta. E' una visione pessimistica? Può darsi ma è meglio non abbassare la guardia
venerdì 26 giugno 2015
Sliding doors
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