Il grande Nietzsche diceva che i nostri guai, i guai di tutta la cultura occidentale sono iniziati quando gli antichi greci sono passati dalla tragedia alla commedia, dagli istinti naturali alle regole imposte. Si può essere o no d'accordo con questa tesi ma ha una sua ragion d'essere anche ai nostri tempi, in una settimana infatti siamo passati dalla tragedia alla commedia o peggio alla farsa, dal popolo sovrano che decide il proprio destino alla commedia dell'arte in cui alla fine ciascuno si toglie la maschera e torna quello che in fondo era sempre stato, un personaggio, un modo di stare in scena, niente di più. Farsa, pura farsa. Un ministro fa fuoco e fiamme, convoca il parlamento, le piazze, indice un referendum, lo vince e poi va al tavolo delle trattative con le proposte della controparte prima rifiutate ed ora quasi tutte accettate. Come c'era d'aspettarsi queste proposte non bastano più ai creditori che adesso dicono in coro " Noi vedere cammello" ed il cammello lo vogliono subito in sette giorni. In una settimana quella che era stata una grande vittoria popolare si è traformata in una mattanza, syriza quasi dissolto e la Grecia pronta a nuove elezioni. Solo una mente malata poteva immaginare una cosa del genere appena una settimana fa, eppure è quello che è successo e sta succedendo. La storia ci dirà col tempo e con i documenti che verranno fuori come sono andate le cose ma facciamo una cosiderazione, senza referendum tutti avrebbero accusato l'Ue di aver costretto un governo leggittimo a farsi da parte per facilitare l'accordo, così invece è il classico karakiri, l'autoannientamento che facilita, e di molto lo sviluppo della vicenda. Forse era già tutto scritto? Non proprio, molto spesso capita che ti ritrovi la palla della vittoria ad un metro dalla porta... e la butti fuori. Succede spesso
Nessun commento:
Posta un commento