lunedì 10 febbraio 2014

Banche e democrazia

Estate 2011, improvvisamente, come una guerra lampo ci ritroviamo sotto attacco, massiccie vendite dei nostri titoli di stato ( portate avanti sopratutto dalle banche tedesche) portano lo spread in poche ore a livelli da default. A giugno si erano svolti, ricordiamolo, i referendum che avevano impedito la privatizzazione dell'acqua e dei servizi in generale, notoriamente invece cavallo di battaglia della nomeklatura finanziaria mondiale. A novembre, nel giro di un giorno l'uno dall'altro vengono defenestrati  i leader di Italia e Grecia, sostituiti con due impiegati di banca, di alto livello dirigenziale, ma comunque sempre impiegati di banca. Fin qui niente di nuovo, l'emergenza, la necessità di salvare il paese, bla..bla..bla.. avevano giustificato tutto ciò, ma adesso piano piano, silenziosamente, viene fuori che l'intenzione del cambio ai vertici dello stato si era manifestata PRIMA della tempesta finanziaria e tutto ciò rende opaca,  la distinzione tra cause ed effetti. Perchè cercavano un nuovo premier quando tutto ancora doveva succedere? Lo sapevano? Erano stati avvertiti? O lo spread è stato usato  come un ariete per sfondare le più elementari regole democratiche?

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