E così abbiamo un nuovo governo che promette cose nuove e fantastiche: spending review, riduzione del debito, dismissioni e privatizzazioni, riforma del lavoro con più flessibilità in entrata ed in uscita. Complimentoni, musica nuova in cucina! Adesso si che si avverte il cambiamento! Miserabili aspettative per un paese che non sa più guardare avanti, che si è chiuso a riccio dentro alle sue corporazioni, i suoi giochi di potere e con la ferma volontà di non vedere oltre il proprio naso. Seri analisti ci dicono che tra venti o trent'anni tutto il mondo, così come lo abbiamo conosciuto adesso, cambierà o scomparirà del tutto, governi seri e paesi non succubi del presente stanno facendo tutto quello che c'è da fare per prepararsi al meglio, noi ci balocchiamo tra una riforma della burocrazia ed una liberalizzazione dei servizi, ecco, sono queste le nostre ricette miracolose! Per non rimanere incastrati nel peggio bisognerebbe investire cifre considerevoli nella scuola e nella ricerca PUBBLICA, poi fare in modo che tutto ciò che viene prodotto ed inventato rimanga qui. Noi oggi creiamo fior fiore di scienziati, la cui formazione costa tanto, e poi li lasciamo andare, perdendo soldi ed innovazione. Ci vorrebbe anche una seria programmazione industriale, da quanti anni non ce n'è più traccia nei programmi governativi? Perchè si persegue o si facilita una deindustrializzazione latente ed inarrestabile? Forse perchè degli imbecilli ci dicono che possiamo vivere bene anche col solo turismo?
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