Ad una prima lettura sembra che non siano gli stessi giornali e le stesse firme che quotidianamente ci mettono in guardia contro i pericoli rappresentati per la democrazia e per il nostro futuro dai gruppi che si oppongono con pericolosi volantini o assemblee sediziose a progetti territoriali non graditi, o peggio a lavoratori che scendendo in piazza per difendere il posto di lavoro minacciano la stabilità e l'economia intera. La realtà è sempre molto complessa ma qui abbiamo una semplificazione brutale dei fatti con punte di dinformazione colossali. Chi sta scendendo in piazza a Kiev? Sicuramente non è un'entità unica, ci sono parecchie voci e quelli che chiedono l'adesione o la vicinanza all'europa non lo fanno certamente per sentire i moniti di Olli Rehn o per vedersi tagliare il welfare, verosimilmente lo fanno per allontanarsi da Mosca. Ma questa non è l'unica componente della protesta, anzi non è neppure quella più preponderante e significativa, purtroppo a guidare gli assalti contri le forze governativa c' è una pericolosa aggregazione di forze ultranazionaliste e xenofobe, ma questo non si deve dire e non si deve far sapere.
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