mercoledì 5 agosto 2015

Silent movie

Capita sempre più spesso di vedere film da altri pianeti, naturalmente ci dicono che non ci sono altri pianeti e che ci dobbiamo accontentare di questo dove poggiamo i piedi. Già sentita, ma per fortuna non mi convince, perchè sono sicuro, ne sono certo,che c'è vita oltre le Major. Mentre assistiamo alla lenta decomposizione di autori che abbiamo amato ed i giornali ci rassicurano che quella in uscita è la loro migliore opera pensiamo che bisognerebbe impedire, anche con la forza, a costoro di continuare nello scempio della loro immagine, uno su tutti, il buon Woody; basta, ti scongiuriamo, attacca la cinepresa al chiodo e goditi la vita. Da noi  c'è la specialità dei "maestri" di stato, gente di cui è impossibile parlar male ma di cui ormai, è quasi impossibile vedere un film fino alla fine senza morire di noia, anche qui, un appello: ma non avete di meglio da fare che rifare sempre lo stesso film? Ma non avete pietà degli (eventuali) spettatori? Leggi i giornali e sono tutti capolavori che testimoniano la salute del cinema italiano. Ma per piacere! Ma se così fosse, come mai non ci sono traccie oltre Chiasso? Nessuno all'estero sa niente di queste "opere d'arte", non vi è mai balenato il sospetto che in realtà sono solo delle boiate pazzesche? Quindi per vedere qualcosa di decente bisogna rivolgersi altrove, in special modo in quei paesi ed in quelle cinematografie considerate "periferiche". Il più grande regista in circolazione è un iraniano, grande cinema arriva dalla Corea, dalla Cina, dall'Africa del nord. Bene, allora oltre casa, patria, famiglia di hollywoodiana memoria c'è dell'altro, per fortuna.

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