In mezzo a numeri, cifre, spread, tagli, emerge a fatica una realtà di fondo, una visione del mondo che non ha niente di economico, di razionale e di ideologico,non si tratta solamente di liberisti contro Keynesiani, di mercato contro stato, di tagli contro spese, di ricchi contro poveri, c'è dell'altro. E' la vittoria definitiva dell'etica anglosassone contro quella continentale ed in particolare dell'Europa meridionale, quindi del merito come diritto divino contro la possibilità. Non esistono vie terrene, possibilità, chi è ricco o diventa ricco lo è solamente perchè è stato scelto dall'alto a tale ruolo, è un predestinato, e nessuno e niente deve ostacolare questa volontà divina, concetto molto diverso dalla bontà diffusa e di cui tutti godono nella stessa misura nel cammino verso la salvezza. E' un'etica in cui i bravi sono anche buoni, i primi ad acquisire il posto in paradiso, se tutti gli altri non hanno avuto fortuna nella vita è solamente perchè così era scritto. La scarnificazione dei codici, delle regole del lavoro, della previdenza e del welfare attuata e portata avanti con tattiche da terra bruciata, mira a questo scopo, cioè formare, educare, crescere una società in cui i diritti non sono garantiti dalle leggi ma dalla cooptazione divina, chi è chiamato ad una missione di ricchezza non deve neanche prendere il numerino e mettersi in fila ma deve vedere riconosciuta subito questa sua condizione di privilegio e di guida.
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